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Confartigianato: ''Burocrazia insostenibile per le piccole imprese'', chiesta la proroga delle scadenze fiscali

18/05/2026

Confartigianato rilancia l’allarme sul peso della burocrazia per artigiani e piccole imprese lucane e sostiene la richiesta di proroga dei termini fiscali avanzata insieme a CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Le cinque Organizzazioni hanno infatti inviato una lettera congiunta al Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al Viceministro Maurizio Leo chiedendo il differimento dei termini di versamento delle imposte risultanti dalle dichiarazioni dei redditi e IRAP relative al periodo d’imposta 2025.

La richiesta nasce dopo la pubblicazione, avvenuta soltanto nei giorni scorsi da parte dell’Agenzia delle Entrate, del software “Il tuo ISA 2026 CPB”, indispensabile per l’elaborazione delle proposte di concordato preventivo biennale 2026-2027. Un ritardo che, secondo le Confederazioni, riduce drasticamente il tempo disponibile per imprese, consulenti fiscali e intermediari per effettuare correttamente tutti gli adempimenti necessari entro la scadenza del 30 giugno.

Le Organizzazioni chiedono quindi di spostare i versamenti:

al 20 luglio 2026 senza maggiorazioni;
al 19 agosto 2026 con la maggiorazione dello 0,4%.
A complicare ulteriormente il quadro vi sono anche gli aggiornamenti necessari al software per recepire le modifiche normative approvate in Commissione Finanze e Tesoro del Senato riguardanti specifiche soglie di incremento per i contribuenti con punteggio ISA inferiore a 8.

Per la dirigente nazionale e regionale di Confartigianato Rosa Gentile il problema fiscale si intreccia direttamente con quello, più ampio, della pressione burocratica che grava soprattutto sulle micro e piccole imprese della Basilicata.

“Le imprese artigiane e le piccole attività lucane – dichiara Rosa Gentile – non possono continuare a subire ritardi normativi, adempimenti concentrati e continui cambiamenti procedurali che finiscono per trasformarsi in costi aggiuntivi. La proroga dei termini fiscali è una misura di buon senso che serve a garantire correttezza negli adempimenti e serenità operativa sia alle imprese sia ai professionisti che le assistono”.

Gentile richiama anche i dati emersi dal report della Fondazione Promo PA presentato a Padova nel corso del convegno nazionale “Trasparenza, innovazione e sviluppo: trent’anni di storia del Registro delle Imprese”, promosso dalla Camera di Commercio di Padova, Unioncamere e InfoCamere.

Secondo il report, ogni anno in Italia si perdono circa 3 milioni e 400 mila giornate di lavoro dietro pratiche amministrative e autocertificazioni, con un costo complessivo stimato in quasi 674 milioni di euro. Le dieci autocertificazioni più diffuse generano infatti oltre 27,5 milioni di pratiche l’anno, con un tempo medio di 63 minuti per ogni adempimento.

“Si tratta di numeri impressionanti – sottolinea Gentile – che nelle regioni del Mezzogiorno e nelle aree interne assumono un peso ancora maggiore. In Basilicata il tessuto produttivo è composto prevalentemente da micro e piccole imprese che spesso non dispongono di uffici amministrativi interni e devono affrontare ulteriori costi di consulenza e gestione documentale”.

Secondo Confartigianato Basilicata, il peso burocratico si fa sentire soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne della regione, dove alle difficoltà amministrative si aggiungono carenze infrastrutturali e limiti nei servizi digitali.

“Per una piccola impresa – prosegue Gentile – il tempo dedicato alla burocrazia è tempo sottratto alla produzione, agli investimenti e all’innovazione. Digitalizzare davvero significa semplificare procedure e linguaggi amministrativi, non moltiplicare piattaforme, password e passaggi burocratici”.

“Serve una vera stagione di semplificazione amministrativa – conclude Rosa Gentile – perché la competitività delle imprese passa anche dalla riduzione dei costi burocratici. Per una piccola azienda artigiana ogni ora persa tra pratiche, scadenze e piattaforme informatiche rappresenta un costo reale che sottrae energie al lavoro, all’occupazione e alla crescita del territorio”.




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