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La voce della Politica
| Chiorazzo e Vizziello (BCC): progetto “SI FA”, 30 milioni, la Regione chiarisca |
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14/05/2026 | “Quello che oggi intendiamo denunciare è il diverso e contraddittorio atteggiamento assunto dalla Regione Basilicata su due progetti strategici finanziati nell’ambito della medesima misura nazionale”.
Lo dichiarano il Vice Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Angelo Chiorazzo, e il Capogruppo di Basilicata Casa Comune, Gianni Vizziello, nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina in Consiglio regionale.
“Sul Green Digital Hub di Tito - spiegano gli esponenti di BCC - la Regione Basilicata, pur essendo partner istituzionale del progetto e pur insistendo l’intervento su un’area pubblica e su immobili già di proprietà regionale, quale l’area ex Liquichimica, ha progressivamente accompagnato il progetto verso un vero e proprio binario morto amministrativo, fino al sostanziale definanziamento dell’intervento. Eppure per mesi sono state utilizzate motivazioni legate alle problematiche ambientali e alla bonifica dell’area ex Liquichimica che appaiono in contrasto con gli atti ufficiali acquisiti. Il Ministero dell’Ambiente aveva infatti espresso valutazioni preliminari positive, chiarendo che nulla ostava alla realizzazione del progetto, mentre la conferenza di servizi, indetta dalla stessa Regione, si era conclusa positivamente con l’approvazione degli esiti istruttori. La Regione Basilicata aveva inoltre impegnato risorse pubbliche per la validazione del progetto Green Digital Hub, riconoscendone dunque la concreta attuabilità tecnica e amministrativa e prorogato il contratto al Dirigente Generale, in quiescenza, del Dipartimento Programmazione Finanziaria, individuato come stazione appaltante”.
“Va inoltre ricordato - aggiunge Graziano Scavone, già Sindaco di Tito, intervenuto questa mattina nel corso della conferenza stampa - che l’intervento di riqualificazione ricadeva nell’area industriale di Tito, riconosciuta quale Sito di Interesse Nazionale per l’inquinamento ambientale, un territorio che da anni attende interventi concreti di bonifica. Una situazione talmente grave da aver determinato persino il Commissariamento degli interventi, certificando di fatto il fallimento della Regione Basilicata nella realizzazione delle opere di bonifica. Su questi ritardi insistono inoltre inchieste giudiziarie finalizzate ad accertare eventuali responsabilità e il danno ambientale prodotto. Per questo appare ancora più incomprensibile la scelta di lasciare spegnere un progetto di riqualificazione, innovazione e rilancio industriale atteso da anni dalla comunità titese”.
“Appare quindi singolare - continuano gli esponenti di BCC - che, mentre il progetto di Tito veniva progressivamente abbandonato, il finanziamento ministeriale originariamente assegnato al Green Digital Hub sia stato successivamente reimpiegato per sostenere il progetto ‘SI FA - Società & energia: il Futuro della Basilicata’, rispetto al quale la Regione non solo è subentrata, ma ha assunto addirittura il ruolo di soggetto proponente, soggetto attuatore e stazione appaltante. Così come appare quantomeno riduttivo che, in un progetto finalizzato al contrasto della povertà energetica, non risultino coinvolte le compagnie energetiche che operano sul territorio regionale e che avrebbero potuto rappresentare un interlocutore strategico rispetto agli obiettivi dichiarati dell’intervento”.
“Emergono, inoltre, ulteriori elementi di forte inopportunità politica e istituzionale. A differenza del Green Digital Hub, che insisteva su un’area pubblica regionale, il progetto ‘SI FA’ riguarda infatti un’area e un immobile privati, appunto quelli dell’ex Zuccherificio di Policoro, relativamente ai quali dagli atti emerge una promessa di vendita in favore della società ‘La Cascina Costruzioni s.r.l.’, presieduta dall’attuale Assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, all’epoca della sottoscrizione degli accordi di partenariato. Circostanza che assume inevitabilmente rilievo politico anche alla luce del fatto che oggi il Dipartimento regionale competente per le funzioni di stazione appaltante e centrale unica di committenza risulta assegnato all’area amministrativa riconducibile al medesimo assessorato”.
“Per queste ragioni - continuano Chiorazzo e Vizziello - abbiamo presentato una articolata interrogazione consiliare e una richiesta di accesso agli atti finalizzate ad acquisire tutta la documentazione amministrativa, tecnica, patrimoniale e finanziaria relativa sia al Green Digital Hub sia al progetto ‘SI FA’, compresi gli atti relativi alla disponibilità e all’eventuale acquisizione dell’immobile dell’ex zuccherificio di Policoro, anche alla luce del fatto che tra le spese finanziabili dal progetto risultano ricomprese quelle relative all’acquisizione di terreni e fabbricati. Chiediamo al Presidente Bardi di offrire risposte chiare ai nostri interrogativi, di spiegare se fosse pienamente a conoscenza di tutti gli elementi e dei dettagli relativi al progetto ‘SI FA’ e soprattutto di dare finalmente una risposta alla comunità di Tito, privata di un progetto strategico atteso da anni”.
“La politica e i rappresentanti istituzionali - concludono Chiorazzo e Vizziello - non devono alimentare competizione o contrapposizioni tra territori. Tito e Policoro meritano entrambe sviluppo, investimenti e opportunità. Non stiamo formulando accuse, ma riteniamo necessario fare piena chiarezza sulle scelte compiute dalla Regione Basilicata, affinché i finanziamenti pubblici siano gestiti secondo criteri di trasparenza, linearità amministrativa e totale chiarezza politica e istituzionale, anche nei confronti delle comunità locali interessate. I lucani hanno diritto di conoscere fino in fondo come e perché siano state assunte queste decisioni”. |
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