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La voce della Politica
| San Carlo, sicurezza ferma dal 2023: atti pronti, ausili ancora fuori dai reparti |
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10/05/2026 | La FIALS chiama in causa l'Assessore Latronico, richiama la condanna dell'A.O.R. San Carlo ai sensi dell'art. 28 dello Statuto dei Lavoratori e valuta la trasmissione degli atti agli organismi di vigilanza.
Potenza, 10 maggio 2026 — Al San Carlo di Potenza il rischio era stato riconosciuto, gli ausili individuati, gli atti per la gara pronti già nel 2023. Eppure, nel 2026, barelle ergonomiche, sollevatori, carrozzine idonee, scivoli per trasferimenti assistiti e portabombole restano ancora fuori da alcuni reparti e aree operative dell'ospedale, quelli a più elevato carico assistenziale, dove ogni giorno infermieri, OSS e tecnici sollevano, trasferiscono e accompagnano pazienti fragili, allettati, anziani.
Senza quegli strumenti il peso resta sulle persone. Sulla schiena, sulle braccia, sulle articolazioni di chi cura. Su una competenza individuale che non dovrebbe supplire a una carenza organizzativa che l'Azienda stessa aveva già riconosciuto come meritevole di intervento.
Con la Delibera n. 2023/00933 del 24 settembre 2023, l'A.O. R. San Carlo richiamava espressamente il piano delle misure di miglioramento e dichiarava la necessità di mitigare il rischio legato alla movimentazione manuale dei pazienti, a tutela della salute e della sicurezza degli operatori. A distanza di oltre due anni e mezzo, la gara è rimasta senza copertura economica. Gli ausili restano assenti nei reparti che ne hanno più bisogno.
«La Delibera del 2023 è un atto dell'Azienda, non nostro», dichiara Giuseppe Costanzo, Segretario Provinciale FIALS Potenza. «Dice chiaramente che quegli ausili servivano a tutelare la salute degli operatori. Se l'Azienda riconosce il rischio, predispone gli atti e poi lascia tutto fermo per una voce di bilancio scoperta, la sicurezza resta incompiuta. E l'incompiuto, in materia di prevenzione, non è un ritardo: è un'esposizione».
La vicenda pesa ancora di più alla luce di un precedente giudiziario già scritto: il Tribunale del Lavoro di Potenza, con decreto n. 2484/2025 R.G., ha condannato l'A.O. R. San Carlo per comportamento antisindacale ai sensi dell'art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, per aver aggiornato i DVR senza consultare il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza. Il principio fissato dal Tribunale è netto: la sicurezza è un processo partecipato, non un adempimento burocratico. Quel precedente oggi non è solo un dato giuridico: è una misura con cui valutare ogni scelta successiva dell'Azienda in materia di prevenzione.
Per quale ragione, nel 2026, gli operatori di queste aree continuano a lavorare senza gli ausili che la stessa Azienda aveva dichiarato necessari? La FIALS chiede all'A.O. R. San Carlo una relazione formale e dettagliata: importi previsti, copertura mancante, ragioni del blocco, reparti destinatari, tempi certi di attuazione e modalità di distribuzione degli strumenti.
La questione supera il perimetro aziendale. Per questo la FIALS chiama in causa l'Assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico: quando una misura di prevenzione riconosciuta negli atti resta inattuata per anni per mancanza di copertura economica, la responsabilità non è solo gestionale. È politica.
«La tutela deve scorrere dagli atti alla realtà, dagli uffici alle corsie», afferma Costanzo. «Chi movimenta un paziente senza ausili adeguati sta colmando con il proprio corpo una lacuna che appartiene all'organizzazione. Servono risorse, tempi certi e responsabilità visibili. Adesso».
La FIALS valuta la trasmissione degli atti agli organismi di vigilanza competenti, affinché venga ricostruito l'intero percorso: dalla Delibera del 2023 alla mancata copertura, fino all'assenza concreta degli ausili nelle aree che ne hanno più bisogno. Ogni passaggio deve essere esaminato, ogni responsabilità deve avere un nome.
La sicurezza può nascere da una delibera, ma diventa vera solo quando entra nei reparti. Al San Carlo questa distanza va colmata adesso. Con risorse reali, tempi verificabili e la consapevolezza che ogni giorno di attesa non è un dato amministrativo: è un rischio che qualcuno, in corsia, continua a portare da solo. |
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