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Disabilità, Padula audita in I Ccp

7/05/2026

Nella giornata di ieri, Marika Padula, Garante regionale per le persone con disabilità della Basilicata, è stata ascoltata in I Commissione consiliare, presieduta dal consigliere regionale Francesco Fanelli, nell’ambito della rendicontazione della relazione riferita all’attività svolta fino al 31 dicembre 2025. L’audizione ha rappresentato un passaggio importante di confronto istituzionale e di trasparenza, nel corso del quale Padula ha illustrato il senso e la direzione dell’attività rendicontata nella relazione chiusa al 31 dicembre 2025, richiamando anche alcune azioni e risultati maturati nel primo quadrimestre del 2026.

La Garante ha evidenziato il dato relativo alle istruttorie avviate a seguito delle segnalazioni ricevute: al 31 dicembre 2025, gran parte delle istruttorie trattate ha avuto restituzione di esito positivo. Un risultato rilevante, che testimonia la capacità dell’Ufficio del Garante di non limitarsi all’ascolto delle criticità, ma di tradurre le istanze dei cittadini in percorsi amministrativi, interlocuzioni istituzionali e risultati concreti. Dietro questo dato, ci sono persone, famiglie, bisogni, ostacoli superati e diritti finalmente riconosciuti. Tra i casi richiamati Padula ha citato quello relativo all’ottenimento di una carrozzina dotata di specifici propulsori, ausilio inizialmente negato alla famiglia nonostante le esigenze rappresentate. O ancora quello di una una bambina sorda, portatrice da anni di un impianto cocleare, la cui famiglia si era rivolta alla Garante dopo essere stata raggiunta dalla richiesta di restituzione del dispositivo o, in alternativa, del relativo pagamento. L’intervento dell’Ufficio del Garante ha consentito di ottenere il riconoscimento della gratuità dell’impianto cocleare, evitando che un diritto fondamentale alla salute, alla comunicazione, alla crescita e all’inclusione si trasformasse in un peso economico ingiusto per la famiglia.

Ampio spazio è stato poi dedicato alla battaglia sugli assegni di cura e al riconoscimento del ruolo dei caregiver familiari. La Garante ha ricordato l’impegno intrapreso nei confronti degli Ambiti territoriali che hanno ristretto o non riaperto i bandi, escludendo di fatto numerose famiglie e penalizzando chi presta assistenza gratuitamente all’interno del nucleo familiare. Padula ha definito questa impostazione profondamente ingiusta, perché rischia di non riconoscere il valore sociale, umano ed economico del lavoro di cura svolto quotidianamente dai familiari. Un lavoro spesso invisibile, ma essenziale, che consente a molte persone con disabilità di vivere nel proprio contesto affettivo, domestico e comunitario. La Garante ha ribadito la necessità di riaprire le misure, eliminare criteri discriminatori e garantire pari dignità a tutte le forme di assistenza, comprese quelle assicurate all’interno della famiglia. Nel corso dell’audizione, la Garante ha inoltre verbalizzato la battaglia condotta sul tema delle scuole paritarie, affinché anche queste possano accedere a economie regionali adeguate e sufficienti a consentire l’assunzione di assistenti alla comunicazione e assistenti fisici. Padula ha evidenziato come, allo stato attuale, tali oneri gravino sulle scuole paritarie, determinando una disparità che rischia di incidere direttamente sul diritto allo studio, sulla continuità educativa e sull’effettiva inclusione degli alunni con disabilità.

La Garante ha ribadito che il diritto all’inclusione scolastica non può dipendere dalla natura giuridica dell’istituto frequentato. Ogni studente con disabilità deve poter ricevere il supporto necessario, indipendentemente dal fatto che frequenti una scuola statale o paritaria. Per questa ragione, l’interlocuzione avviata sul tema punta a rimuovere una criticità che non riguarda solo gli istituti scolastici, ma soprattutto le famiglie e gli alunni che rischiano di vedere compromesso il proprio percorso educativo. Padula ha poi riferito in Commissione gli interventi riguardanti l’accessibilità degli uffici postali, con particolare riferimento alle Poste centrali di Potenza e all’ufficio postale di San Fele, che hanno consentito di trovare soluzioni per abbattere le barriere architettoniche o rendere accessibili gli stessi uffici e sportelli.

Ancora, tra i casi risolti rientra anche quello di una ragazza affetta da nanismo che, dopo essersi rivolta alla Garante, è riuscita a ottenere il rilascio del CUDE, il contrassegno unico disabili europeo, che le era stato più volte negato fin dal momento della richiesta.

“La rendicontazione in Commissione – ha evidenziato la Garante - è stata l’occasione per restituire il senso di un lavoro che non si misura solo nei numeri, ma soprattutto nelle risposte date alle persone. Ogni istruttoria, ogni sopralluogo, ogni interlocuzione nasce da una richiesta di aiuto, da un diritto da tutelare, da un ostacolo da rimuovere. Il mio impegno continuerà con lo stesso metodo: ascoltare, intervenire e accompagnare le persone con disabilità e le loro famiglie nei percorsi in cui troppo spesso si sentono sole. Proseguirò l’impegno al fianco dei cittadini, delle famiglie, delle associazioni, dei centri del territorio e delle istituzioni disponibili a costruire risposte concrete. L’inclusione è una responsabilità collettiva che richiede ascolto, coraggio, coerenza e azioni quotidiane”.



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