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''La prevenzione che ancora manca: dalla memoria delle frane alla sicurezza del territorio''

28/04/2026

Nel 2026 ricorrono due anniversari che segnano profondamente la memoria e la coscienza civile della Basilicata: i cinquant’anni dalla frana di Pisticci e i quarant’anni dalla frana di Senise. Due eventi distinti, ma uniti da un filo conduttore chiaro: non furono improvvisi, né imprevedibili.

In apertura, l’Ordine dei Geologi della Basilicata rivolge un sentito ringraziamento all’Ordine degli Architetti della Provincia di Matera, al Presidente De Finis, all’intero Consiglio e all’Amministrazione comunale di Pisticci per aver promosso e sostenuto l’iniziativa, mettendo insieme competenze, visioni e saperi in un momento di confronto così significativo per il territorio.
A ricordarlo è Mary William, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Basilicata, intervenuta in occasione del convegno “La natura come cura per la città: il giardino verticale di Pisticci tra ambiente, sostenibilità, clima e qualità urbana”, dedicato ai temi della rigenerazione urbana e della prevenzione del rischio idrogeologico.

William ricorda che già alcuni anni prima dell'evento franoso di rione Croci l'areale presentava segnali evidenti di instabilità: crepe negli edifici, deformazioni del suolo, problemi di drenaggio e movimenti dei versanti. Indicatori chiari, spesso sottovalutati o non tradotti in scelte di pianificazione adeguate.
Il caso di Pisticci resta emblematico. I primi segnali furono osservati già alla fine degli anni ’50. Le condizioni geologiche del territorio – tra versanti acclivi e il contatto tra sabbie permeabili e argille marnose impermeabili – hanno rappresentato un fattore predisponente decisivo. A questi elementi si è aggiunta l’azione delle acque, bianche e nere, che infiltrandosi nei terreni hanno ridotto la resistenza delle argille, innescando i movimenti franosi aggravati dall’erosione al piede del versante.
Oggi, sottolinea William, le conoscenze scientifiche sono avanzate e gli strumenti di monitoraggio sempre più efficaci. Tuttavia, i geologi continuano a essere coinvolti soprattutto nelle fasi emergenziali, quando i danni sono già avvenuti.
“Gli interventi sul dissesto idrogeologico arrivano quasi sempre tardi e senza una regia unitaria: si rincorrono le emergenze invece di prevenirle”, evidenzia, richiamando anche la carenza strutturale di personale tecnico specializzato nelle amministrazioni comunali. In Basilicata, infatti, non esistono geologi stabilmente impiegati nei Comuni, incluso il capoluogo di Regione.
Non mancano, tuttavia, esempi positivi. Pisticci, dopo la frana, ha avviato un percorso di consolidamento e rigenerazione urbana, accompagnato da un monitoraggio costante del territorio. Interventi che hanno ridotto il rischio e restituito alla comunità luoghi simbolici, oggi diventati spazi di memoria e resilienza.
In questo contesto si inserisce anche il Giardino Verticale, citato nel convegno come esempio di rigenerazione urbana. Un’opera che assume valore solo se inserita in una strategia tecnica solida e continuativa. La storia del Rione Croci dimostra infatti come la messa in sicurezza sia stata possibile grazie a interventi strutturali complessi: paratie, drenaggi, sistemazioni idrauliche e consolidamenti del versante.
Da qui l’appello rivolto alle istituzioni locali, in particolare ai Comuni, per un cambio di approccio nella gestione del rischio idrogeologico: più prevenzione e meno emergenza. Tra le priorità indicate figurano l’integrazione stabile delle competenze geologiche nei processi decisionali, l’aggiornamento delle carte di rischio, il monitoraggio continuo delle aree fragili anche in tempo di pace attraverso presidi territoriali e una maggiore collaborazione con Regione, Province e Autorità di Bacino, insieme all’Ordine dei Geologi della Basilicata anche tramite accordi e convenzioni per un supporto tecnico-scientifico continuo ai Comuni.
Il dissesto idrogeologico, ribadisce William, non è una fatalità ma un fenomeno naturale che diventa disastro solo quando manca la prevenzione.
Ricordare Pisticci e Senise non significa guardare al passato, ma assumersi una responsabilità nel presente. Solo mettendo insieme conoscenza, pianificazione e manutenzione si possono evitare gli errori del passato.
“Come geologi sentiamo la responsabilità di mettere le nostre competenze al servizio dei territori e dei cittadini, ma senza ascolto e pianificazione la conoscenza non si traduce in sicurezza.”
L’Ordine dei Geologi della Basilicata rinnova infine la propria disponibilità a collaborare direttamente con le istituzioni locali, insieme a Regione e Protezione Civile, per promuovere una cultura del rischio più consapevole e strumenti di pianificazione più efficaci.
Solo attraverso un lavoro congiunto e continuativo sarà possibile costruire territori più sicuri e resilienti, capaci di affrontare le sfide future.




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