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Rete degli studenti: la destra regionale vuole impedire il voto sui vitalizi

28/04/2026

Negli ultimi giorni, nel Consiglio regionale della Basilicata si è consumata l’ennesima pagina vergognosa per la storia istituzionale della Regione.
Infatti durante la discussione della proposta di legge riguardante gli istituti referendari e gli strumenti di democrazia diretta il centrodestra ha bloccato completamente la discussione, con un’ondata di oltre cinquanta emendamenti presentati. Un intervento massiccio, che non può essere interpretato come un semplice contributo tecnico, ma come un tentativo evidente e sistematico di bloccare il referendum abrogativo sui mini-vitalizi e, più in generale, di rendere impraticabile qualsiasi consultazione popolare.
La Rete degli Studenti Medi della Basilicata considera questo comportamento un segnale vergognoso e inaccettabile. Mentre cresce nella società lucana un sentimento di indignazione verso il ripristino di un privilegio ingiustificabile, alcune forze politiche scelgono di difendere il vitalizio con ogni mezzo, arrivando perfino a sottrarre ai cittadini la possibilità di esprimersi democraticamente su una spesa aggiuntiva di circa duemila euro al mese per ciascun consigliere regionale. Una cifra che ricade direttamente sul bilancio del Consiglio e che, secondo molti cittadini e associazioni, rappresenta un uso distorto delle risorse pubbliche.
Come studenti e studentesse sosteniamo con convinzione il percorso portato avanti dal Comitato Referendario per l’abrogazione dei mini‑vitalizi. Dopo la prima iniziativa referendaria, la Consulta regionale per le garanzie statutarie aveva dichiarato inammissibile il quesito non per ragioni di merito, ma esclusivamente perché il Consiglio regionale aveva modificato la legge oggetto del referendum mentre la procedura era in corso. Di fronte a questa decisione, il Comitato ha immediatamente predisposto un nuovo quesito, chiedendo alla Consulta chiarimenti puntuali sulle modalità da seguire. La stessa Consulta, infatti, aveva riconosciuto che un referendum abrogativo è possibile, pur segnalando alcune complessità normative da risolvere.
Mentre attendiamo una risposta formale a queste richieste, il centrodestra regionale ha scelto di accelerare in modo improvviso e ingiustificato l’iter di una nuova legge sui referendum, con l’obiettivo evidente di approvarla prima che la Consulta possa esprimersi. Una scelta che rischia di impedire definitivamente ai cittadini lucani di votare sul tema dei vitalizi, creando un precedente gravissimo nella storia istituzionale della nostra regione. Intervenire sulle regole del gioco mentre è in corso una procedura referendaria significa, di fatto, sospendere l’esercizio della sovranità popolare.
Come Rete degli Studenti Medi ribadiamo che la partecipazione democratica non è un dettaglio accessorio, ma un pilastro essenziale della vita pubblica. Limitare gli strumenti referendari significa indebolire la voce dei cittadini e, in particolare, delle giovani generazioni che già vivono un crescente distacco dalle istituzioni. Significa – in poche parole – sospendere la democrazia per difendere un privilegio inaccettabile.
Come studenti e studentesse continueremo a mobilitarci: nelle scuole, nelle piazze, nei territori per difendere il diritto di ogni lucano e lucana alla partecipazione democratica, per eliminare un privilegio ingiusto che toglie risorse pubbliche alle priorità della regione.



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