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Autonomia differenziata, Chiorazzo e Vizziello(BCC) no compatto di 6 Regioni, come ha votato la Basilicata?

9/04/2026

Dopo aver votato, nella Conferenza Stato-regioni del 2023, a favore della riforma Calderoli sull’autonomia differenziata senza aver ricevuto alcun mandato in tal senso dal Consiglio regionale di Basilicata, ci chiediamo quale posizione ha manifestato la Regione Basilicata nella Conferenza unificata tenutasi giovedì 2 aprile per esprimere il proprio parere sulle intese preliminari del Governo con quattro Regioni del Nord, con le quali viene riconosciuta a queste ultime maggiore autonomia in alcune materie, tra le quali quella delicatissima della sanità. Era presente il Presidente Bardi a detta riunione della Conferenza unificata? Se no, da chi era rappresentata la Regione? Quale orientamento ha espresso la Regione Basilicata con riguardo a provvedimenti, le intese preliminari, che riteniamo profondamente sbagliati perché consentono a chi è già avanti, come le Regioni del Nord, di progredire ulteriormente, lasciando indietro chi oggi è ultimo o penultimo come le Regioni del Mezzogiorno e la Basilicata in particolare”.

A dichiararlo, in una nota, sono i consiglieri regionali di Basilicata Casa Comune Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello che così commentano il silenzio assordante del governo regionale sulle pre- intese tra il Governo e quattro regioni del Nord, licenziate con parere favorevole dalla Conferenza Unificata nonostante il voto contrario di sei Regioni (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria Sardegna, Puglia e Campania)

“Oggi, in Italia, il diritto alla salute dipende, purtroppo, dal luogo in cui si vive e si è nati” -dichiara Vizziello-“ come testimoniano i dati sull’aspettativa di vita alla nascita e che vedono gli abitanti della Provincia Autonoma di Bolzano vivere, in media, tre anni in più rispetto a quanti vivono in Campania e un anno e mezzo in più rispetto a quanti vivono in Basilicata oppure quelli relativi al monitoraggio dei LEA, cioè delle prestazioni sanitarie da garantire sull’intero territorio nazionale, che registrano profonde fratture tra le diverse aree del Paese, dal momento che delle 8 regioni risultate inadempienti nell’ultima verifica ben 5 sono del Sud, Basilicata compresa e delle 13 regioni promosse, 10 sono del Nord e solo 3 del Sud (Puglia, Campania e Sardegna)”.

“In questo contesto che vede fortemente compromesso il carattere universalistico delle cure previsto dall’articolo 32 della Costituzione” -aggiunge Vizziello-“ consentire a Lombardia, Liguria, Piemonte e Veneto attraverso le pre-intese di godere di maggiori forme di autonomia in materie fondamentali come la protezione civile, le professioni o la sanità, con la possibilità di pagare di più rispetto agli standard nazionali le strutture private convenzionate o i medici e gli infermieri assunti significa indebolire ulteriormente le Regioni del Mezzogiorno, che già oggi fanno una fatica enorme nel reperire il personale sanitario”.

“Le intese preliminari, rispetto alle quali a tutt’oggi il Presidente Bardi non ha comunicato ai lucani l’orientamento espresso nella Conferenza unificata, sono un grande moltiplicatore di diseguaglianze a tutt’oggi insopportabili” -sostiene il Vice Presidente del Consiglio regionale di Basilicata Angelo Chiorazzo- “perché consentono alle quattro Regioni del Nord di gestire autonomamente gli investimenti sul patrimonio edilizio e tecnologico delle proprie aziende sanitarie e ospedaliere e di offrire agli utenti, attraverso i fondi sanitari integrativi, prestazioni aggiuntive rispetto ai LEA vigenti a livello nazionale”.

“L’impatto delle pre-intese con le Regioni del Nord rischia di essere dirompente per il Mezzogiorno d’Italia e la Basilicata in particolare, accrescendo ulteriormente il flusso migratorio dei pazienti dal Sud verso il Nord d’Italia” -sottolinea Chiorazzo- “ed acuendo le difficoltà di bilancio di regioni come la nostra che già oggi fanno registrare un saldo negativo di mobilità sanitaria interregionale pari ad ottanta milioni di euro l’anno”.

“Anche al cospetto di provvedimenti come quelli all’esame della Conferenza Unificata”-concludono Chiorazzo e Vizziello-“ e che corrono il rischio di trasformare i lucani in cittadini diversamente italiani il Presidente Bardi non si smentisce, cercando di fare le cose aumm aumm come si dice a Napoli, con il rischio concreto che ancora una volta a prevalere siano stati gli interessi di partito e i vincoli di maggioranza, piuttosto che il diritto alla salute dei lucani”.



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