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Confsal. Basilicata, la regione dei paradossi: petrolio ricco, cittadini impoveriti

8/04/2026

La Basilicata continua a rappresentare, oggi più che mai, l’emblema di un’Italia capovolta, dove ciò che dovrebbe essere normale diventa straordinario e ciò che è straordinario viene sistematicamente normalizzato. A dichiararlo è il Segretario della Confsal Basilicata, Gerardo de Grazia.
“Siamo la regione dei paradossi. Ospitiamo i più grandi giacimenti petroliferi onshore d’Europa, eppure i cittadini lucani pagano il carburante tra i più cari d’Italia. Una terra ricca di risorse naturali che, invece di tradursi in benessere diffuso, continua a produrre disuguaglianze, emigrazione e impoverimento sociale”.
“Sappiamo bene che l’estrazione avviene a livello locale ma si inserisce in un mercato globale. Tuttavia, proprio per questo, è indispensabile che le royalties derivanti dallo sfruttamento delle risorse naturali producano uno slancio reale per la regione. Parliamo di risorse importanti che, nel corso degli anni, avrebbero dovuto incidere in maniera strutturale su infrastrutture, occupazione e servizi. I cittadini devono poter percepire concretamente che anni di attività estrattive, con il loro carico di impatto ambientale e territoriale, abbiano generato benefici tangibili per le comunità locali”. Il quadro demografico è tra i più critici del Paese.
“La Basilicata si sta svuotando a un ritmo preoccupante. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un calo costante della popolazione, con una perdita significativa soprattutto tra i giovani. L’età media cresce, il saldo naturale è negativo e intere comunità rischiano di scomparire. Lo spopolamento delle aree interne è ormai una emergenza strutturale, non più rinviabile”. Il Segretario sottolinea anche le debolezze del sistema economico regionale.
“Siamo in presenza di un tessuto produttivo fragile, caratterizzato da piccole imprese spesso isolate, con scarsa capacità di innovazione e limitato accesso ai mercati. Il tasso di occupazione resta tra i più bassi d’Italia e, soprattutto, i salari sono insufficienti, troppo spesso lavorare non significa uscire dalla condizione di precarietà. Il lavoro povero è una realtà diffusa che non può più essere ignorata”. Particolarmente critica è la condizione delle aree interne.”Assistiamo alla progressiva desertificazione sociale ed economica di interi territori. La riduzione dei servizi essenziali, sanità, trasporti, scuola, presidi amministrativi, alimenta un circolo vizioso che spinge famiglie e giovani ad andare via. Senza un’inversione di tendenza, molte aree della Basilicata sono destinate a diventare marginali in modo irreversibile”. Il tema ambientale resta centrale nel dibattito.
“Non possiamo ignorare che anni di attività estrattive abbiano inciso profondamente sul territorio. È necessario garantire il massimo livello di controllo, trasparenza e tutela ambientale, ma anche assicurare che i sacrifici sostenuti dalle comunità locali trovino un giusto ritorno in termini di sviluppo, qualità della vita e opportunità».
Confsal Basilicata lancia quindi un appello alle istituzioni regionali e nazionali.
“Serve una strategia complessiva e coraggiosa. Le royalties devono diventare uno strumento di sviluppo reale, investimenti in infrastrutture moderne, sostegno alle imprese, politiche attive del lavoro, incentivi per il rientro dei giovani e per contrastare lo spopolamento. È necessario costruire un modello di sviluppo sostenibile che metta al centro il lavoro, la dignità delle persone e il futuro dei territori”.
“Non possiamo più accettare, conclude de Grazia, che la Basilicata resti la regione dei paradossi. Restituire normalità a questa terra significherebbe già compiere qualcosa di straordinario”.



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