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San Severino: nota stampa del sindaco su adeguamento sismico del Municipio

1/04/2026

“Basilicata, sedi comunali da ristrutturare: Calvello ottiene i fondi, San Severino rinuncia.” Così
titolava qualche giorno fa la Gazzetta del Mezzogiorno a firma di Antonella Inciso. E’ doveroso fare
chiarezza sull’operato di questa amministrazione rispetto al progetto per l’adeguamento sismico
della casa municipale. In primo luogo ci dispiace dover rispondere con una nota ufficiale per un titolo
e un articolo giornalistico che di giornalismo hanno ben poco. Pensiamo che il giornalismo (se esiste
ancora questo tipo di mestiere) dovrebbe tener conto della raccolta imparziale e non faziosa di
informazioni prese sul campo e possibilmente non su ordinazione. Si è forse confuso il nobile
mestiere del giornalista con quello dell’ufficio stampa o comunicazione.
Questa amministrazione ha rinunciato al finanziamento di 860.000 euro non “per mancato
rispetto dei termini di scadenza”, piuttosto per altre motivazioni di carattere tecnico che elenchiamo
di seguito. Premesso che si tratta di una progettazione portata avanti dall’amministrazione
precedente, con finanziamento ottenuto sempre dall’amministrazione Fiore, i problemi che hanno
costretto alla rinuncia del finanziamento risiedono tutti esclusivamente nella progettazione. Il
progetto presentato stimava un valore di circa 1.600.000 euro a fronte di un finanziamento di soli
860.000 euro. Molto probabilmente all’epoca si è fatta molta più attenzione a far finanziare la
progettazione piuttosto che alla realizzazione dell’opera. A pensar male è peccato ma ci si azzecca
quasi sempre. Per di più si raggiungeva con lo stesso un indice minimo di anti sismicità prevista da
legge. Trovandoci davanti a un bivio abbiamo cominciato le interlocuzioni con Regione Basilicata al
fine di capire se fosse stato possibile rimodulare la progettazione e addirittura ipotizzato di demolire
e ricostruire per metà del volume l’intera struttura. Non è stato possibile. Il contributo erogato
costringeva l’ente a rispettare una volumetria dell’immobile che non si discostasse troppo da quella
pre-esistente. L’unica soluzione possibile per il nostro Ente sarebbe stata accedere a un prestito e
indebitarsi per circa 750.000 euro, come se non avessimo trovato altri debiti al quale con tanto sforzo
stiamo cercando di far fronte in questa legislatura.
Ai nostri cittadini dobbiamo dire a chiare lettere che abbiamo trovato un comune che paga
da decenni mutui per opere quali Corso Garibaldi, Palafrido, Campo sportivo “P.Mele”. A conti fatti
questo ulteriore debito sarebbe costato 500 euro a cittadino neonati compresi. Non vogliamo
assolutamente lasciare alle future amministrazioni ciò che abbiamo trovato. Un comune dove non
esiste una voce in bilancio riguardanti la manutenzione delle strade o addirittura della pubblica
illuminazione. Detto ciò ci è sembrato poco opportuno con strade che sono un colabrodo, acquedotti
irrigui nemmeno censiti, problemi di decoro urbano e di rischio idrogeologico, andare a caricarsi di
un debito per la messa in sicurezza della casa comunale. Di certo ricandideremo altri progetti per la
stessa, ma che siano sostenibili per le nostre casse e per le tasche dei nostri concittadini.
Di questo ci siamo preoccupati in questi due anni abbassando nel 2026 IMU e IRPEF, di
questo continuiamo a preoccuparci quando dobbiamo investire risorse dell’Ente. Tra le altre cose
l’unica struttura idonea allo spostamento degli uffici qualora fosse stato riconosciuto l’intero importo
della progettazione è attualmente sotto ‘sequestro’ da sedicenti imprenditori nell’ambito socio
assistenziale. Struttura (ex scuola Media per intenderci) che dal 2019 è stata regalata per 10 anni
dalla precedente amministrazione per la realizzazione di una struttura socio-assistenziale mai
realizzata per mancanza di pareri e permessi. Tanti altri problemi simili sono stati riscontrati sui
progetti ereditati con il PNRR. Vedi asilo Nido da ubicare nell’area dell’ex Mattatoio. Altro
finanziamento che andrà perso poiché amministrazione, ufficio tecnico e progettisti all’epoca non si
sono accorti (ops!) che al suo interno insisteva una cabina dell’alta tensione di Enel. Per non parlare
di progetti che con le unghie e con i denti siamo riusciti a rimodulare poiché sbagliati da capo a piedi
e finanche realizzazioni di infrastrutture previste su suolo non di proprietà comunale.
Potremmo scrivere decine se non centinaia di pagine riguardo all’inefficienza e al degrado in
cui abbiamo trovato il nostro Comune. Ci fermiamo qui rimboccandoci le maniche per lasciare a chi
verrà dopo di noi conti in ordine, uffici efficienti, e progettualità importanti. Cogliamo altresì
l’occasione per invitare l’autrice dell’articolo pubblicato in data 24 marzo 2026 sulla testata on line
lagazzettadelmezzogiorno.it ad acquisire presso i nostri uffici tutta la documentazione necessaria al
fine di avere un quadro chiaro su quanto sostenuto all’interno di questo comunicato stampa, con
diligenza e massima trasparenza.

Il Sindaco
Dott. Giuseppe Ciminelli



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