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Basilicata Casa Comune su nuovo Piano sanitario 2026-2030

24/03/2026

“E’ proprio vero: la montagna ha partorito il topolino, dopo una attesa di oltre dieci anni il più importante documento di programmazione sanitaria regionale non contiene nulla di innovativo tanto sul piano organizzativo, quanto su quello dell’offerta di servizi sanitari alla popolazione e soprattutto non risolve nessuna delle gravi criticità che caratterizzano la sanità lucana, dalle lunghe liste d’attesa ai viaggi della speranza alla ricerca di cure più adeguate, dalla limitata accessibilità ai servizi sanitari per i cittadini delle aree interne alla condizione di abbandono degli anziani fragili che non possono permettersi di pagare il costo delle rette nelle RSA, dai costi eccessivi della spesa farmaceutica ai rischi di una progressiva privatizzazioni di molte prestazioni sanitarie alle quali non avranno accesso i meno abbienti”.

E’ il tema della Conferenza stampa indetta dai consiglieri regionali del Gruppo consiliare Basilicata Casa Comune e che si è tenuta questa mattina presso la Sala A del Palazzo del Consiglio regionale.

“Si prova sconcerto nel leggere nella prima pagina del Piano sanitario 2026-2030 che il Piano non prevede interventi diretti sull’assetto organizzativo-strutturale dell’offerta ospedaliera e territoriale”-spiega Vizziello-“e quindi che il Piano non intende modificare il riordino della rete ospedaliera fatto dal Presidente Pittella con la Legge n.2 del 2017, laddove proprio quella legge è probabilmente la fonte di gran parte dei mali che affliggono oggi il sistema sanitario regionale perché ha tagliato servizi e rinunciato agli investimenti, conformemente ad un approccio di tipo ragionieristico alle questioni sanitarie e che si è rivelato poco funzionale alle esigenze di cura dei cittadini”.

“Il risultato della famigerata Legge n.2 del 2017 è stato quello di conservare una miriade di piccoli ospedali, privi di servizi fondamentali come le cardiologie, caratterizzati da bassi volumi di attività che non garantiscono adeguata competenza clinica e sicurezza delle cure e che soprattutto non si inseriscono in un sistema armonico di cure integrate perché le reti cliniche risultano sostanzialmente inattuate”.

“Proprio in virtù dell’attuale offerta ospedaliera caratterizzata da notevole frammentazione dei servizi”-sottolinea Vizziello-“ il superamento della Legge Pittella è a nostro avviso una condizione imprescindibile del nuovo Piano Sanitario, da attuarsi attraverso la garanzia dell’effettivo funzionamento delle Reti Assistenziali, che, oltre a garantire un approccio multidisciplinare a molte patologie, sono un modello di governance che consente di recuperare il rapporto virtuoso tra volumi ed esiti delle prestazioni, vero e proprio antidoto all’emigrazione sanitaria e all’eterogeneità dei servizi all’interno dello stesso territorio regionale”.

“Oggi il 37,8% dei lucani(qualcosa come più di 200 mila persone) non riesce a raggiungere un Pronto Soccorso entro 30 minuti, a fronte di una media nazionale che si ferma al 5,6%, 21 mila lucani lo scorso anno si sono ricoverati fuori regione, il saldo di mobilità sanitaria interregionale della Basilicata fa registrare un rosso di 80 milioni di euro”-ricorda Vizziello-“ e ci troviamo di fronte ad un nuovo Piano Sanitario che ci dice che l’attuale assetto della rete ospedaliera non si tocca, nonostante l’Agenas sottolinei come la Basilicata è ultima in Italia per quanto riguarda la Rete Emergenza-Urgenza, terz’ultima in Italia per quanto riguarda la Rete Oncologica e terz’ultima in Italia per quanto riguarda tutte le Reti assistenziali, compresa quindi la Rete trauma, la Rete ictus e la Rete cardiologica”.

“Come fa il nuovo Piano sanitario ad ignorare il problema delle liste d’attesa, che nell’anno 2024 ha determinato la rinuncia alle cure di ben 60 mila lucani” -si chiede Vizziello-“ laddove un documento programmatico dovrebbe indicare modalità, tempi e risorse attraverso le quali contribuire a risolvere il problema dei problemi della sanità lucana, soprattutto alla luce della circostanza che la Giunta regionale annuncia oggi un nuovo piano sulle liste d’attesa che intende utilizzare le risorse stanziate dal Governo Meloni un anno e mezzo fa, con la legge di bilancio valevole per il 2025,ed ignora le nuove risorse(143 milioni di euro) stanziate dal Governo con la nuova Legge di Bilancio per l’anno 2026?

“Quanto alla dimensione distrettuale dell’assistenza, ambito nel quale la nostra regione ha ricevuto un giudizio ampiamente negativo nell’ultima valutazione LEA”-dichiara il leader di Basilicata Casa Comune Angelo Chiorazzo-“ il Piano si limita a recepire la progettualità del PNRR, limitandosi ad una sorta di copertura formale dei finanziamenti europei in materia di Ospedali e Case di comunità, Telemedicina e ADI, senza una seria presa di coscienza dei ritardi a tutt’oggi maturati e che fanno della Basilicata l’unica regione in Italia a non aver aperto nessun Ospedale o Casa di Comunità, senza alcun cronoprogramma degli investimenti strutturali o in risorse umane e senza alcuna prospettiva innovativa rispetto alla triste condizione che vede la nostra regione all’ultimo posto in Italia per servizi residenziali o semiresidenziali offerti agli anziani ultrasettantacinquenni.

“Quanto infine alla prevenzione” -prosegue Chiorazzo-“ che è un investimento strutturale perché consente di agire prima che la malattia si manifesti in forma grave, non c’è nel Piano alcuna presa di coscienza dei notevoli deficit che caratterizzano la nostra regione tanto sotto il profilo organizzativo, quanto sotto il profilo della implementazione di modelli alternativi all’invio di lettere cartacee al domicilio di quanti rientrano nel target relativo agli screening obbligatori e che sarebbe opportuno realizzare anche in Basilicata soprattutto alla luce delle opportunità offerte dalla Legge di Bilancio per il 2026, che stanzia in favore delle regioni quasi 500 milioni di euro per rafforzare la prevenzione primaria e secondaria”.

“Siamo al cospetto di un Piano Sanitario che ha una valenza prettamente accademica e che per questo non è in grado di alleviare la condizione di un malato grave come la sanità lucana- concludono gli esponenti di Basilicata Casa Comune-“un documento programmatico che indugia in inglesismi, acronimi, proposte che hanno scarsa attinenza con la realtà e che si guarda bene dal mettere mano alla Legge 'Pittella', vera e propria iattura per il sistema sanitario lucano”.



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