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Araneo e Verri in commissione: chiediamo lo sblocco immediato dei fondi arretrati e la revisione della legge regionale

20/03/2026

Quattro anni senza un euro dalla Regione. È questa la realtà che dirigenti scolastici e rettori dei convitti, che ringraziamo, hanno rappresentato in audizione alla Quarta Commissione Consiliare Permanente, su richiesta del M5s Basilicata. Una realtà che non sorprende chi conosce il tessuto sociale lucano, ma che pronunciata in sede istituzionale acquista il peso che merita: l’abbandono sistematico di un presidio educativo che in questa regione non è un servizio accessorio, ma una autentica rete di sicurezza per centinaia di famiglie.

I numeri emersi dall’audizione sono inequivocabili e non ammettono letture rassicuranti. Il convitto di Matera, spostato peraltro in una sede periferica priva di collegamenti con i mezzi pubblici, ha visto crollare le iscrizioni da 78–80 convittori a 16 per il prossimo anno scolastico. Il meccanismo di rimborso alle famiglie previsto dalla legge regionale è nel frattempo diventato lettera morta: con le soglie ISEE attuali, solo il 20% delle famiglie riesce ad accedere al contributo, dopo aver anticipato somme che molte di esse semplicemente non hanno. E circa 400.000 euro destinati a coprire le annualità arretrate giacciono fermi da oltre un mese, in Regione, in attesa del via libera definitivo. Il blocco dei rimborsi e l’aumento dei costi delle derrate alimentari rischiano di impattare gravemente sulle future iscrizioni, con il pericolo di determinare, in alcuni casi, la chiusura delle strutture convittuali.

Ad oggi, i convitti lucani sopravvivono grazie alla dedizione e alla passione del personale educativo, a cui va tutta la nostra gratitudine, malgrado la scarsissima attenzione che le politiche regionali sembrano loro dedicare. Educatrici ed educatori accolgono ragazzi spesso provenienti da aree interne e da famiglie che versano in condizioni di grave disagio, bisogno e vulnerabilità, nonché minori non accompagnati seguiti dai servizi sociali. Per molti di questi ragazzi l’alternativa al convitto non è un’altra scuola: è la dispersione, quando non scenari peggiori. Lo hanno detto con chiarezza i dirigenti e gli educatori in audizione, e lo ribadiamo in sede politica con la stessa chiarezza: chiudere un convitto in Basilicata non è una razionalizzazione, è una scelta con un costo sociale che questa regione non può permettersi di pagare.

Investire sui convitti significherebbe, invece, fecondare il futuro di questo territorio, attraverso la formazione scolastica che diventa anche prevenzione del disagio, attraverso la socializzazione e anche l’attrazione di convittrici e convittori da fuori regione. Un’alta percentuale di studenti, infatti, proviene proprio dalle vicine Puglia e Campania: intere famiglie che affidano i propri figli e le proprie risorse qui, in Basilicata. Non cogliere e non valorizzare questo apporto sarebbe davvero un peccato.

Come M5S chiediamo alla Giunta regionale tre interventi immediati e non rinviabili: lo sblocco delle risorse per le annualità arretrate, l’avvio urgente della revisione della legge regionale che disciplina i finanziamenti ai convitti, magari prevedendo anche forme di premialità per gli istituti che attraggono studenti da fuori regione, che rappresentano un investimento demografico ed economico per il territorio. Infine occorre avviare un’interlocuzione con la Provincia di Matera e l’istituto alberghiero per mitigare i disagi legati alla distanza del convitto dalla scuola e dai servizi cittadini.

La settimana prossima in commissione ci saranno il dipartimento e l’ufficio scolastico regionale. Ci aspettiamo risposte concrete, non rassicurazioni generiche. I convitti lucani non possono aspettare un altro anno, e noi non abbiamo intenzione di smettere di dirlo.

Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)



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