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La voce della Politica
| Sanità: Azione Chiaromonte su sit in del 3 marzo scorso |
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19/03/2026 | Martedì 3 marzo 2026 si è svolta una manifestazione davanti all’ospedale di Chiaromonte. Tuttavia, vista la partecipazione di alcuni organizzatori ed esponenti della politica cittadina e regionale, ci chiediamo se la mobilitazione fosse davvero a favore della sanità pubblica o piuttosto della sanità privata.
La richiesta dell’ospedale di comunità, infatti, ci preoccupa: di fatto, significherebbe sostituire l’ospedale distrettuale, con la soppressione di servizi medici e diagnostici essenziali, sostituendoli con strutture che offrono solo servizi di base e sedi pubbliche per i medici di famiglia.
Il sindaco di Chiaromonte, dopo 12 anni di silenzio, si è finalmente espresso sulla sanità locale, ma senza sottolineare che il cuore del sistema sanitario del territorio è l’ospedale di Chiaromonte, che deve garantire servizi pubblici di qualità, senza commistioni con il privato.
Ci rendiamo conto che occuparsi concretamente di sanità sia complesso, ma abbandonare la responsabilità politica nei confronti dei cittadini è inaccettabile. L’ospedale di Chiaromonte è una struttura strategica per il Lagonegrese: dispone di spazi da potenziare, mezzi e personale aumentati negli ultimi anni.
È evidente la strana alleanza tra sindaco, esponenti della sanità privata, CGIL e PD nella manifestazione del 3 marzo, il cui obiettivo dovrebbe essere la difesa della sanità pubblica.
Il diritto alla salute non è un privilegio
Quando la sanità pubblica si indebolisce, non si crea solo spazio per il privato: si genera disuguaglianza. Chi può pagare si rivolge al privato, chi non può resta in fila. Nasce così una sanità a due velocità: rapida per chi ha reddito, lenta per chi non ce l’ha.
Il mercato entra nello spazio lasciato vuoto dal pubblico e tratta la salute come una merce. Ma la malattia non è un prodotto, la cura non si vende: la salute è un diritto fondamentale, non può essere regolata dal prezzo.
Quando l’accesso alle cure dipende dal portafoglio del paziente, non abbiamo più un sistema sanitario universale, ma uno diseguale. E dove la salute diventa disuguale, anche la democrazia ne risente.
Il problema non è la sanità privata, ma una sanità pubblica indebolita. Ridurre risorse, personale e strutture significa trasformare la salute in un mercato: chi ha denaro si cura, chi non ce l’ha aspetta, chi non può aspettare rinuncia. Questo è il punto in cui un diritto costituzionale smette di essere reale e lo Stato smette di essere uno Stato sociale.
Cosa chiediamo
Chiediamo il reale potenziamento dell’ospedale di Chiaromonte:
Implementazione dei servizi diagnostici mancanti.
Potenziamento dei servizi già disponibili, organizzati a tempo pieno, eliminando le liste d’attesa.
Servizi ambulatoriali e pronto soccorso funzionante 24 ore, con strumenti e personale adeguati.
L’ospedale di Chiaromonte deve diventare realmente funzionante e garantire il diritto alla salute dei cittadini. La politica cittadina, a partire dal sindaco, deve impegnarsi per qualificare l’ospedale come Ospedale del Parco Nazionale del Pollino, potenziandolo anche in vista dei flussi turistici crescenti.
Ai cittadini spetta il compito di sollecitare la politica per una sanità pubblica efficiente. Il nostro Circolo di Azione di Chiaromonte garantirà il proprio impegno.
Chiediamo che il Consiglio Comunale di Chiaromonte discuta urgentemente del futuro dell’ospedale, anche in vista del nuovo piano sanitario regionale, esercitando la propria competenza istituzionale.
Il direttivo del Circolo Azione di Chiaromonte |
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