-->

HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

La voce della Politica

Angelo Chiorazzo: ''Giustizia e Costituzione, perché voterò No al referendum''

13/03/2026

Avevo da poco compiuto 19 anni quando il 23 maggio 1992 Giovanni Falcone insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro e poi il 19 luglio dello stesso anno, il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Aloi e Claudio Traina furono trucidati dalla mafia. Non erano eroi, come mi ha insegnato con lucidità e verità Maria Falcone. Erano persone. Persone che eroicamente hanno servito lo Stato fino all’estremo sacrificio.

Quelle immagini e quei giorni hanno segnato una generazione intera. In quelle tragiche occasioni mi è stato evidente come la mafia non era solo una questione siciliana ma un problema dell’intero Paese. E hanno lasciato in molti di noi un’idea semplice ma profondissima di giustizia e legalità. L’idea che in una democrazia ogni cittadino sia davvero uguale davanti alla legge.

Anche per questo custodisco gelosamente nel mio ufficio un quadro del maestro lucano Franco Artese che raffigura Falcone e Borsellino, volutamente autografato in rosso, in riferimento alla tragica scia di sangue e alla famosa ''agenda rossa".

Negli anni ho cercato di coltivare quella cultura della legalità anche attraverso momenti di confronto pubblico. Penso, tra gli altri, alla Festa di Avvenire che ho contribuito ad organizzare promuovendo riflessioni su questi temi. In particolare voglio ricordare due momenti per me molto significativi. Una serata con il procuratore Nicola Gratteri, al quale voglio esprimere la mia piena solidarietà per l'accanimento mediatico di questi ultimi giorni, nonostante sacrifichi la sua vita per combattere le organizzazioni mafiose in tutto il mondo. Poi, nel 2023, abbiamo avuto ospite il procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia, accompagnato dall’allora capo della procura e della Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, Francesco Curcio. In quella occasione, non dimenticherò mai l'emozione di quell'applauso fragoroso e interminabile quando l'amico sacerdote Don Francesco Di Marzio, davanti a oltre diecimila persone in piazza Vittorio Veneto a Matera, annunciò la loro presenza. L’emozione mia e di tutte le persone presenti in quella piazza esprimeva la gratitudine a chi aveva contribuito ad assicurare alla giustizia, solo pochi giorni prima, uno dei peggiori criminali della storia, il boss Matteo Messina Denaro.

Questo per sostenere con fermezza che il bene e la legalità vincono sempre sul male. È da questa storia personale e civile che nasce la mia posizione sul referendum.

Le riforme della giustizia, soprattutto quando toccano principi e assetti costituzionali, non possono essere affrontate come uno scontro politico tra poteri contrapposti. Le riforme della giustizia si fanno con equilibrio, dialogo e responsabilità. Si costruiscono ascoltando innanzitutto la magistratura e cercando la più ampia condivisione possibile nel Parlamento.

La giustizia italiana ha certamente bisogno di riforme. I cittadini chiedono processi più rapidi, maggiore efficienza, certezza del diritto. Hanno diritto a una giustizia che funzioni e che restituisca fiducia nelle istituzioni. Ma proprio per questo le riforme devono nascere da un confronto largo e serio, non da una contrapposizione permanente tra chi governa e chi esercita la funzione giudiziaria.

Quella a cui stiamo assistendo da mesi appare invece come una battaglia politica tra poteri dello Stato che preferiscono misurarsi piuttosto che parlarsi e costruire insieme soluzioni nell’interesse degli italiani. Per queste ragioni ho deciso di sostenere il No al referendum sulla giustizia. È una scelta che nasce sia dal merito della riforma, che non condivido, sia da una convinzione più profonda. Non possiamo consentire che sui temi costituzionali si affermi un metodo in cui chi ha la maggioranza parlamentare procede da solo, ignorando la necessità di una condivisione ampia e responsabile.

La nostra Costituzione è nata da un grande patto tra culture politiche diverse, frutto del confronto e della collaborazione tra forze politiche e sociali che, pur partendo da visioni differenti, seppero costruire insieme le fondamenta della Repubblica. È stato proprio quel metodo, fondato sulla concertazione e sulla ricerca di punti di equilibrio, a rafforzare negli anni la coesione del Paese e ad accompagnare una stagione di crescita civile, sociale ed economica.

È quel modello che dobbiamo difendere. Non per conservare l’esistente, ma per continuare a costruire riforme che rispondano davvero all’interesse generale dell’Italia.

Per questo invito i cittadini lucani ad andare a votare e a votare No. Per difendere l’equilibrio delle istituzioni, la cultura della legalità e l’idea di giustizia in cui ogni cittadino è davvero uguale davanti alla legge.



archivio

ALTRI

La Voce della Politica
12/09/2026 - Castelluccio(minoranza Senise):''la sanità non è un gioco politico''

Dimettetevi tutti :
Se è vero nei fatti ,quanto affermato oggi in conferenza stampa congiunta, dal consigliere regionale Angelo Chiorazzo ,con accanto la Sindaca di Senise Eleonora Castronuovo e la portavoce del comitato per la sanità del senisese Carmelina Bulfaro, -->continua

12/09/2026 - Nel nome di Elisa, ancora. Verità e giustizia

12 settembre 1993 … 12 settembre 2026
33 anni e nel mezzo un ritrovamento che non cancella i silenzi, le connivenze, le porte chiuse e le omissioni. Che dà pace in parte, ma che lascia dentro un’infinità di domande senza risposta, insieme a nuove ferite e ...-->continua

11/09/2026 - Casa di comunità a Senise,nota di Latronico

“La ricostruzione secondo cui la Regione avrebbe fatto riclassificare la struttura di Senise da Spoke ad Hub per poi retrocederla nuovamente a Spoke è priva di qualsiasi riscontro reale. Alterare i fatti in questo modo è semplicemente sgradevole”. L’assessore ...-->continua

11/09/2026 - Policoro, “Un mondo nuovo'': la proposta della littorina contro il caporalato

Lavoro, diritti, dignità e contrasto al caporalato sono stati al centro dell’iniziativa “Un mondo nuovo – Seminare diritti”, promossa dalla Cgil a Policoro. Un appuntamento dedicato ai temi che interessano da vicino il mondo del lavoro agricolo e le condizioni...-->continua

11/09/2026 - Cupparo: potenziato l’ospedale di Chiaromonte

«Da oggi all’ospedale di Chiaromonte sono attivi i servizi specialistici di oncologia e psicologia che saranno garantiti ogni quindici giorni, sempre di venerdì. È un ulteriore tassello concreto nel percorso di rafforzamento dell’assistenza sanitaria nelle are...-->continua

11/09/2026 - Casa di Comunità, Senise accusa la Regione: «Gravi omissioni,ripristinare l’Hub»

Il sindaco e l’amministrazione comunale di Senise: “Sgomento per quanto emerso dagli atti. Servono chiarezza, trasparenza e rispetto per i cittadini”.
"Apprendiamo con sgomento quanto emerso nel corso della conferenza stampa tenutasi presso la Sala “A” del...-->continua

11/09/2026 - ''Meloni esegue a Bari gli ordini di ENI: vogliono svuotare la Basilicata''

Settembre 2026 è iniziato nel peggiore dei modi per la Basilicata, tra eventi climatici estremi come a Policoro e le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che il giorno prima a Bari annuncia il ritorno al nucleare e l’aumento delle estraz...-->continua














Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo