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La voce della Politica

Carmela Iannella UDC Basilicata su riforma della giustizia

13/03/2026

La mia esperienza professionale nell’ambito del sistema giuridico tedesco mi ha permesso di maturare una visione critica e comparativa sul tema della separazione delle carriere. Attraverso l’analisi delle divergenze tra il modello tedesco e quello italiano, emerge con chiarezza come la mancanza di una netta distinzione tra le funzioni inquirente e giudicante possa compromettere l’efficienza e l’equità del processo.
A differenza dell’Italia, il sistema tedesco impone una scelta di campo netta fin dall’inizio della carriera e pertanto chi decide di fare il giudice non sarà mai un pubblico ministero, e viceversa. Non si tratta solo di una semplice classificazione formale dei ruoli, ma di una vera differenziazione del percorso formativo che parte dall’inizio della carriera e dura tutta la vita.
Questa diversificazione dei ruoli è il miglior riparo contro il pregiudizio, in quanto un giudice che non ha mai gestito l’accusa è un giudice libero da condizionamenti psicologici o legami di categoria con la procura. La separazione delle carriere nell’esperienza tedesca è, dunque, un elemento fondamentale per assicurare che il giudizio resti un atto terzo, equidistante e oggettivo.
Il sistema giuridico italiano permette a un magistrato di passare dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti; di conseguenza, un giudice può trasferirsi in procura per dirigere indagini e, successivamente, tornare a giudicare in tribunale. Questa interscambiabilità dei ruoli alimenta una cultura professionale eccessivamente omogenea, che ostacola una reale distinzione tra chi accusa e chi giudica. Tale struttura rappresenta un’anomalia nel panorama europeo, dove la separazione delle carriere è, invece, la norma.
Per capire l’importanza che abbia la separazione delle carriere nel sistema giuridico è consigliabile leggere i dati fornitici dal WJP Rule of Law Index 2024 i quali evidenziano che vi è un divario netto tra Germania e Italia in termini di stato di diritto in quanto, nella classifica generale la Germania si classifica al 5° posto mondiale, mentre l'Italia si classifica soltanto al 32°.
Inoltre, secondo l’indicatore che misura quanto efficacemente il potere esecutivo sia limitato e controllato da legislativo, magistratura e organismi indipendenti la Germania occupa il 4° posto al mondo mentre l’Italia soltanto il 26°.
Sostengo con convinzione le ragioni del SÌ, poiché ritengo che la separazione delle carriere sia un requisito imprescindibile per garantire la piena attuazione dei principi democratici e la terzietà del giudice e inoltre ritengo che questa riforma sia necessaria per porre le giuste premesse per le future riforme della giustizia.

Carmela Iannella
Udc Basilicata



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