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La voce della Politica
| Napoli: ''La sanità non è una voce di bilancio'' |
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10/02/2026 | “Ci sono momenti nella vita pubblica di una comunità in cui la politica deve smettere di interrogarsi su quanto consenso potrà raccogliere domani e iniziare a interrogarsi su quale futuro sta costruendo per chi verrà dopo di noi. La sanità è uno di quei luoghi in cui questa responsabilità diventa assoluta. Perché la sanità non è solo un servizio pubblico. È il punto in cui lo Stato incontra la fragilità delle persone. È il luogo in cui una comunità dimostra, ogni giorno, quanto considera sacra la dignità umana. È il modo più concreto con cui si misura il grado di civiltà di un territorio”. Lo afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia, Michele Napoli, evidenziando come nella sua esperienza politica ha sempre pensato che “esistesse un dovere che viene prima di ogni appartenenza: il dovere della verità. Ho denunciato ciò che non funzionava quando era più facile tacere. L’ho fatto perché ho sempre creduto che chi rappresenta i cittadini non possa permettersi il lusso della convenienza”.
“Oggi, con lo stesso senso di responsabilità, - dichiara Napoli - affermo con chiarezza che la sanità lucana ha problemi reali, criticità strutturali, sfide che richiedono scelte difficili e spesso impopolari. Negarlo sarebbe ingiusto. Minimizzarlo sarebbe irresponsabile. Ma esiste una differenza profonda tra chi racconta i problemi e chi si assume il peso di affrontarli. Cambiare davvero un sistema sanitario significa entrare nella parte più difficile della politica: quella che non produce applausi immediati, quella che non genera titoli facili, quella che richiede tempo, competenza, studio, ascolto e capacità di decisione. Il Piano Regionale Integrato della Salute e dei Servizi alla Persona 2026–2030 nasce dentro questa consapevolezza. Non come un documento tecnico. Ma come una scelta morale prima ancora che amministrativa: scegliere di non lasciare ai nostri figli una sanità più fragile di quella che abbiamo ricevuto. Le liste d’attesa, la mobilità sanitaria, la carenza di personale, le fragilità della medicina territoriale non sono numeri nei report. Sono persone. Sono famiglie. Sono storie di attesa, di paura, di speranza. E ogni decisione pubblica che prendiamo deve partire da lì”.
“Io non credo nella politica che promette soluzioni facili. Credo nella politica che si assume la responsabilità di costruire soluzioni durature. So bene che i cambiamenti veri - continua Napoli - non si misurano nel tempo di una legislatura. Si misurano nel tempo della fiducia che lasciamo alle generazioni future. Io non difendo lo stato attuale della sanità lucana. Difendo il diritto dei lucani ad avere una sanità più forte, più giusta, più moderna, più vicina alle persone. E difendo l’idea che la politica debba avere il coraggio di dire la verità: che esistono problemi difficili, ma che esiste anche la responsabilità di affrontarli senza scorciatoie. Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni è che il ruolo delle istituzioni non è cercare il consenso più facile. È custodire il futuro. Io ho scelto di stare da questa parte. Dalla parte di chi costruisce, anche quando è più difficile. Dalla parte di chi si assume responsabilità, anche quando è impopolare. Dalla parte di chi pensa che la politica abbia senso solo se migliora concretamente la vita delle persone. Perché la sanità non è una voce di bilancio. È il primo luogo in cui si realizza la giustizia sociale. È il primo presidio della dignità di ogni cittadino”.
“E su questo terreno - conclude Napoli - continuerò a lavorare con rispetto delle istituzioni, con senso del limite e con la consapevolezza che il tempo che ci è dato non è nostro: è un tempo che dobbiamo restituire migliore a chi verrà dopo di noi. Io non sono interessato a raccontare quanto la sanità sia difficile. Sono interessato a cambiarla davvero. Ed è quello che continuerò a fare” |
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