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Sanità, Napoli: Psr approvato dalla Giunta tra i più avanzati d'Italia

7/02/2026

Il Capogruppo di FdI: un documento che integra assistenza sanitaria e sociale, ospedale e territorio, prevenzione e innovazione, tenendo insieme dati epidemiologici, evidenze scientifiche e ascolto attivo di oltre 200 stakeholder

"Viviamo in tempi in cui il dibattito politico, anche su temi vitali come la sanità, rischia di degenerare in propaganda spicciola. Ma la sanità non è una bandiera da agitare per attaccare l’avversario.
È il primo diritto sociale che definisce la dignità di un popolo, il cuore pulsante di una democrazia autentica. Chi ne fa oggetto di lotta di potere, invece che di responsabilità, tradisce i cittadini". Lo dichiara il capogruppo di FdI in Consiglio regionale, Michele Napoli, che aggiunge:

"È per questo che desidero intervenire sul dibattito che si è acceso in Basilicata attorno al nuovo Piano Regionale Integrato della Salute e dei Servizi alla Persona 2026–2030. Non lo faccio per ragioni di appartenenza politica, ma per affermare un principio: quando un Governo sceglie la strada del coraggio e della riforma non più procrastinabile su un tema oltremodo delicato, una classe dirigente seria ed autorevole a prescindere dal colore politico deve sostenerlo, non lasciarlo solo. Quello approvato dalla Giunta Regionale lucana non è un piano qualunque. È, semmai, uno degli atti di programmazione sanitaria più avanzati d’Italia. Parliamo di un documento che integra assistenza sanitaria e sociale, ospedale e territorio, prevenzione e innovazione, tenendo insieme dati epidemiologici, evidenze scientifiche e ascolto attivo di oltre 200 stakeholder: dalle aziende sanitarie agli ordini professionali, dalle università al terzo settore. Ciò vale a dire che si è al cospetto di un progetto di sistema, costruito attorno a cinque pilastri: prevenzione e promozione della salute per ogni fascia d’età; prossimità delle cure, soprattutto per le aree interne e montane; riduzione delle liste d’attesa e lotta alla mobilità passiva; innovazione tecnologica, reti cliniche, medicina digitale; governance trasparente, misurabile, adattiva. È una sanità che mette al centro le persone, non le strutture. Che fa dei territori un presidio di salute, non una periferia dimenticata. Ed è una risposta concreta a esigenze sempre più complesse: cronicità, invecchiamento, emergenze ambientali, fragilità nuove".

"L’opposizione - prosegue Napoli - ha risposto con toni da sceneggiatura drammatica, evocando un disavanzo di bilancio 'tra gli 80 e i 90 milioni'. Ma quello citato è un preconsuntivo, non un dato certificato. I conti si giudicano a consuntivo, non nei salotti del populismo contabile. La verità? La Basilicata ha compiuto passi da gigante grazie all’operato dell’Assessore Latronico che ha avuto il merito di agire in maniera accorta e nel solco di una visione chiara. Ecco i fatti, nero su bianco: promossa in tutte le macroaree LEA (Livelli Essenziali di Assistenza): prevenzione, ospedale, territorio; trend in costante miglioramento negli ultimi 3 anni, nonostante l’eredità pesante del passato; investimenti attivati nel quadro del PNRR Missione Salute, con priorità su Case della Comunità, assistenza domiciliare e medicina territoriale; un nuovo sistema di governance integrata, in linea con le direttive AGENAS e con i benchmark OMS. In tutto ciò, l’unico 'scandalo' è il silenzio di chi oggi grida, ma per anni ha tollerato – o coperto – inefficienze, sprechi, desertificazione medica e svuotamento dei servizi".

"In questi giorni - evidenzia Napoli - ho letto comunicati che invocano il commissariamento, l’aumento dell’IRPEF, la bancarotta della sanità lucana. Ma dove erano, questi signori, quando gli ospedali si svuotavano? Quando i giovani medici emigravano in massa? Quando la medicina del territorio era un’utopia? Oggi si denuncia la mobilità passiva. Ma si dimentica che per contrastarla servono qualità, attrattività, tecnologia, reti cliniche e professionisti formati. Ecco perché questo Piano non è difensivo, ma offensivo. Non sopravvive: costruisce. Restituisce dignità alla professione medica, potenzia la formazione, rinnova le apparecchiature, valorizza i territori".

"Questo Piano - sottolinea Napoli - non è solo lucano. È un laboratorio nazionale di riforma. È la dimostrazione che si può governare un sistema complesso senza ricorrere al centralismo, ma con visione, dati, responsabilità. In un Paese dove l’autonomia è troppo spesso confusa con la fuga dalle responsabilità, la Basilicata sta dimostrando che esiste un’altra via: l’autonomia come assunzione di impegni misurabili, verificabili, migliorabili. Lo Stato, il mio Governo, è e sarà accanto a chi sceglie questa strada".

"Ai lucani voglio dire con chiarezza che questo Governo regionale continuerà ad agire nel loro interesse così come la maggioranza che siede tra i banchi del Consiglio regionale non consentirà che la politica sanitaria venga usata come terreno di scorribande elettorali. Chi vuole il bene della sanità lucana oggi deve scegliere: stare con chi costruisce, o con chi distrugge. Sono certo - conclude - che i lucani apprezzeranno lo sforzo proteso a costruire una Basilicata che cura, che riforma, che non ha paura".



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