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La voce della Politica
| Lucani nel mondo: fondi bloccati e diritti a rischio |
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3/02/2026 | Nel mentre salutiamo con entusiasmo la nascita e l’iscrizione nell’albo regionale di due nuove associazioni di Lucani in Italia e nel Mondo (a Firenze quella “Coast to Coast” ed in Argentina a Mar de Plata la “Associacion Civil Emigrados de la Basilicata in Mar de Plata” guidata da Jorge Landaburu) dobbiamo evidenziare la complessiva criticità che il sistema dei Lucani nel Mondo sta vivendo alla pari delle politiche contrarie al riconoscimento della cittadinanza italiana che a livello governativo è passato tra mille contestazioni e esaltazione delle difficoltà burocratiche.
Difficoltà che di fatto stanno limitando i flussi di rientro e quelli su cui pure si immaginava si potesse costruire un flusso imponente per riattivare le piccole comunità afflitte dallo spopolamento.
In questa direzione va la richiesta ufficiale di intervento del Governo regionale nei confronti del Ministero degli Affari Esteri, per risolvere alcune questioni urgenti che interessano la nostra comunità residente in Venezuela.
Le attestazioni di stima e gli impegni ufficiali assunti subito dopo la caduta del Presidente Maduro, oggi si scontrano con la evidenza di una difficoltà reale che la Regione Basilicata registra ormai da almeno 4 anni, nel trasferimento di risorse importanti in favore dei lucani indigenti che vivono in Venezuela e della ripresa a pieno titolo delle attività del laboratorio medico che la Regione Basilicata aveva a suo tempo insediato nel cuore di Caracas aprendolo anche alle altre comunità italiane.
Si tratta di riaprire i canali ufficiali di trasferimento dei fondi attraverso la sede consolare, come accadeva in passato con la collaborazione operativa della nostra Federazione, senza che gli Euro venissero trasformati nella moneta locale e quindi incamerata dal Governo locale. Sollecitazioni in tal senso erano venute nel passato dal compianto Antonio Pucillo ed oggi dal rappresentante della Federazione Lucana, Gianfranco Capasso.
Situazione esplosiva che fa il paio con i ritardi nella definizione dei programmi di intervento di tutte le associazioni dei Lucani nel Mondo, che dopo aver visto svanire i fondi del 2024 ora rischiano, se non interverrà un correttivo finanziario nel prossimo bilancio regionale, di vedere inevaso anche il programma di azioni svolte o ancora da svolgere, relativo al 2025 per il quale una normativa farraginosa ha di fatto paralizzato l’iter. E siamo nel 2026!!!
Resta infine, in primo piano, il tema della tutela della identità dei nostri corregionali residenti all’estero (152 mila quelli iscritti all’AIRE) che si tengono abbarbicati all’idea di una regione e di un Paese che li considera cittadini a tutti gli effetti da evocare come opportunità di rientro e poi non ne tutela il diritto ad organizzarsi o ad esprimersi con il voto in occasione delle consultazioni elettorali, alla pari degli studenti fuori sede. Da qui un appello a comunicare alle proprie rappresentanze consolari dei Paesi di residenza, attraverso il modulo disponibile sui siti delle sedi diplomatiche, la volontà di partecipare al voto sul referendum del 22 e 23 Marzo 2026, per corrispondenza. Possono aderire a tale opportunità i residenti italiani temporaneamente all’estero (almeno 3 mesi con la inclusione della data referendaria), familiari conviventi iscritti all’Aire temporaneamente in altra circoscrizione consolare. |
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