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La voce della Politica
| ''Cimitero comunale Moliterno: una gestione senza visione, senza rispetto e senza responsabilità'' |
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29/01/2026 | Al di là della narrazione costruita in queste ore dal Sindaco Rubino, è necessario fare chiarezza, partendo dai fatti e dagli atti ufficiali.
Nel Consiglio comunale del 29 dicembre 2025, durante la lettura del DUP 2026–2028, alla voce “Cimitero comunale” venivano elencate, tra le azioni realizzate, le estumulazioni. In quella stessa seduta l’opposizione denunciava con chiarezza le discriminazioni presenti nell’area cimiteriale – comprese quelle relative all’illuminazione votiva – e le condizioni indecorose in cui sono stati costretti alcuni cittadini a sistemare alla meno peggio i propri congiunti. A fronte di queste segnalazioni, non è arrivata alcuna risposta. Le immagini del Consiglio sono pubbliche e consultabili sulla pagina istituzionale del Comune.
Già dal 2021 l’opposizione aveva dichiarato, in modo netto e documentato, che il provvedimento di estumulazione dei loculi nella parte storica del cimitero rappresentava un errore grave.
Un errore perché quelle tombe e quella parte del cimitero hanno un valore storico e sociale che andava tutelato. Un errore perché l’apertura e l’allargamento delle strutture esistenti, non adeguate alla norma; a più piani, ne minano la stabilità, generando ulteriori criticità di natura igienico-sanitaria. Un errore perché la scelta dei defunti da estumulare non può essere discrezionale. Un errore, soprattutto, perché i morti non si toccano.
A conferma di ciò, la normativa nazionale in materia cimiteriale è chiara. Il DPR 10 settembre 1990, n. 285 (Regolamento di polizia mortuaria) stabilisce che le operazioni di estumulazione devono avvenire nel rispetto della dignità dei defunti, delle condizioni igienico-sanitarie e secondo criteri oggettivi e programmati, non discrezionali. Lo stesso regolamento attribuisce ai Comuni l’obbligo di una pianificazione cimiteriale adeguata, prevedendo per tempo spazi e strutture di determinate dimensioni,sufficienti a garantire il servizio pubblico essenziale della sepoltura.
Inoltre, la giurisprudenza amministrativa ha più volte ribadito che il cimitero è un bene pubblico di rilevanza collettiva e che le scelte dell’amministrazione devono essere sorrette da un interesse pubblico concreto, da adeguata istruttoria tecnica e da una programmazione trasparente, soprattutto quando incidono su aree storiche e su sentimenti profondamente radicati nella comunità.
Nel 2021 furono presentate interrogazioni consiliari, che ricevettero risposte vaghe e approssimative. Si tenne una sola commissione consiliare, priva di un progetto concreto, in cui si parlò genericamente di ampliamento del cimitero. Da allora, il nulla. Se non il proseguimento delle estumulazioni, portate avanti senza una visione complessiva e senza un piano strutturato.
Oggi siamo nel 2026, cinque anni dopo le prime denunce in Consiglio comunale.
I loculi sono ormai al termine, la superficie disponibile è esaurita e non esiste alcun progetto di ampliamento, in evidente contrasto con gli obblighi di programmazione previsti dalla normativa vigente. Una crisi annunciata, prevedibile e denunciata per tempo, che l’Amministrazione ha scelto di ignorare.
L’ultima vicenda esplosa sui social network mette in luce tutta l’inadeguatezza dell’azione amministrativa. Una legittima denuncia pubblica di un cittadino, invece di ottenere risposte, viene etichettata come strumentale e politica, attraverso un’operazione comunicativa finalizzata esclusivamente a sviare l’attenzione dai fatti.
È l’ennesimo tentativo del Sindaco di scaricare le responsabilità: sugli uffici, sui cittadini che rivendicano i propri diritti, sull’opposizione. Mai su sé stesso. Dopo sei anni di amministrazione, però, la responsabilità politica e amministrativa di quanto accade nel cimitero comunale è chiara, documentata e non più eludibile.
Angela Latorraca
Raffaele Acquafredda
Michele Ditrani
Nicola Di lascio |
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