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Viggiano: cittadini e istituzioni uniti per difendere la Protezione Civile

26/01/2026

A Viggiano si è svolto l’incontro del Comitato di difesa della Protezione Civile di Viggiano, nato quasi un anno fa per tutelare un patrimonio operativo e umano trentennale. L’assemblea ha ripercorso la storia, i successi e le sfide recenti del Gruppo Lucano, evidenziando la necessità di ricostruire e valorizzare un modello di protezione civile virtuoso, a beneficio di tutta la comunità.
Di seguito il comunicato.

In una sala gremita di cittadini, provenienti da decine di comunità dalla Calabria, della Campania oltre che Basilicata e locali, si è svolto il preannunciato incontro organizzato dal Comitato di difesa della Protezione Civile, costituitosi quasi un anno fa a difesa del patrimonio umano, d’esperienza e operativo di protezione civile, che oltre trenta anni fa si costituì a Viggiano. Numeroso anche il drappello di amministratori e consiglieri regionali di espressione dei diversi territori, comunali e regionali.
L’assemblea si è resa necessaria poiché viene a valle di un lungo periodo di destabilizzazione dell’originario progetto di protezione civile di Viggiano divenuta nel frattempo Gruppo Lucano, che si era imposto all’attenzione pubblica in un crescendo di iniziative e di riconoscimenti, fino a farla diventare di dominio mondiale grazie alla certificazione proveniente dai più importanti apparati di sistema istituzionali, nazionale ed internazionali.
Durante l’assemblea, i relatori alternatisi e in continuità tra di loro, hanno ripercorso documenti alla mano la storiografia dell’organizzazione sin dalle origini, richiamando le motivazioni che indussero gli amministratori locali e poi regionali e nazionali a sostenere quello che da tutti è stato considerato un esempio virtuoso di organizzazione ove tutti avevano modo di trarne vantaggi e sicurezza, tanto in termini individuali che di comunità.
I lavori di ieri hanno inoltre evidenziato ai cittadini l’immenso lavoro che è stato prodotto alle spalle di quello più strettamente operativo, che ha colmato ogni interstizio culturale e sociale in questo lungo lasso di tempo. I risultati raggiunti quindi non solo frutto di un continuo lavoro nella più classica modalità rappresentata dai fatti storicamente accertati e da sempre narrati, piuttosto che espressione di un metodo della ragione, in cui la componente del pensiero è stata in grado di dare forma ai buoni propositi, a partire dal grande senso di solidarietà e di comunità cui le migliaia di volontari hanno dato prova in questi trenta anni di attività.
Da circa un anno, dopo la grande discontinuità storica ricercata e messa in atto dalla nuova stagione politica interna inaugurata circa 4 anni fa, si sono acuiti in maniera paradossale strategie di destrutturazione di tutta l’architettura del progetto che in costante continuità nei decenni passati avevano materializzato i grandi risultati.
I fatti di cronaca da un anno a questa parte hanno evidenziato, come si diceva, il paradosso di una comunità che da esempio virtuoso capace di trascinare le altre presenti anche nelle regioni limitrofe alla nostra, in un progetto di autotutela, è stata incredibilmente spogliata dai soggetti che avrebbero dovuto invece gelosamente custodire quanto realizzato nel tempo.
I presenti hanno dovuto inoltre constatare l’annullamento degli sforzi, materializzatisi con la sequela di sfratti esercitati da un lato dal Comune di Viggiano nei confronti della protezione civile locale già danneggiata nella sua più intima essenza,non tenendo conto che in questi ultimi 30 anni vi è stato un continuum di autorizzazioni e riconoscimenti di una struttura “di carattere pubblico” ed utile quindi a tutti i cittadini non solo viggianesi ma anche di molti comuni delle regioni circostanti. Il danno organizzativo, sociale, culturale, e solidaristico è enorme e difficilmente recuperabile.
Nella conclusione dell’assemblea è stata proposta, in un ennesimo sforzo di addivenire alla conclusione di questa incresciosa situazione,la costituzione di una commissione indipendente composta da cinque membri di alto profilo, che verranno scelti per ricostruire lo sato di fatto ed addivenire ad una ricomposizione delle strutture organizzative originali
Viggiano, la Basilicata ed alcuni comuni di Calabria, Campania e Puglia non possono rimanere ulteriormente in una fase di stallo e di incertezza su un argomento di tale rilevanza sociale e di interesse pubblico e che ha dato i suoi frutti in oltre 30 anni di esperienza.



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