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La voce della Politica
| Cersosimo, TARI 2020: minoranza denuncia notifiche tardive |
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18/01/2026 | In questi giorni, molti cittadini di Cersosimo stanno ricevendo avvisi di accertamento esecutivi relativi alla TARI 2020. Un tributo, questo, per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani che da sempre alimenta problemi, divisioni e proteste. In queste ore a Cersosimo si registrano una serie di lamentele per la complessità del sistema, a corredo, nella piazza principale, spallucce e mugugni, qualcuno sottolinea l’importanza di maggiori controlli. Tra queste voci si inserisce Rosa Maria Fittipaldi, che a nome del Gruppo di minoranza punta il dito su una serie di problemi, tra i quali “ una grave illegittimità che colpisce le notifiche - questo si legge in una nota- rischiando – si aggiunge- di gravare ingiustamente sulle tasche delle nostre famiglie. Il punto centrale della questione non è la prescrizione del debito –dice- ma la decadenza del potere di accertamento del Comune”. Per legge (Art. 1, comma 161, Legge 296/2006), l’Amministrazione – segnala la minoranza- ha l’obbligo di notificare gli atti entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di imposta. Per la TARI 2020, questo termine perentorio è scaduto improrogabilmente il 31 dicembre 2025. Dall’analisi dei documenti –precisa ancora- emerge un dato allarmante: molti atti riportano una data di protocollazione interna a novembre 2025, ma la notifica effettiva — ovvero la consegna della raccomandata al cittadino — sta avvenendo solo ora, nel gennaio 2026. Secondo la giurisprudenza consolidata, ai fini della decadenza per il contribuente conta esclusivamente la data in cui riceve l'atto”. La minoranza, come si legge, alza gli scudi, ma allo stesso tempo entra nel cuore della questione denunciando, a loro avviso, una serie di zone d’ombra che vanno assolutamente chiarite, ma allo stesso tempo, senza giri di parole, precisano che per “gli avvisi arrivati nel 2026, il Comune è ufficialmente decaduto dal diritto di richiedere tali somme”. La minoranza non si ferma, nel documento si continua ad alzare l’asticella del chiarimento, tirando in ballo un ulteriore danno. “Molti di questi accertamenti – scrivono- risultano basati su ruoli non aggiornati, che non tengono conto di pagamenti già regolarmente effettuati dai cittadini. Si sta dunque profilando un caos burocratico che espone l'Ente a una pioggia di ricorsi e a un inutile spreco di risorse pubbliche in contenziosi persi in partenza. L’opposizione a questo punto chiede all'Amministrazione un atto di responsabilità: “l'immediata sospensione dei termini e l'annullamento in autotutela di tutti gli atti notificati oltre il 31 dicembre 2025 o palesemente inesatti. La tutela del contribuente –si puntualizza - deve tornare a essere la priorità, specialmente verso la fascia di popolazione più anziana che, più di altre, subisce il peso di questo disservizio. La Pubblica Amministrazione deve essere un supporto, non un ostacolo che costringe il cittadino a faticose ricerche di vecchie ricevute per errori del Comune”. Il comunicato si chiude promettendo impegno e controllo sui conti. “Il nostro impegno come opposizione costruttiva –si ribadisce- continua, non permetteremo che questa inefficienza gestionale ricada sulle spalle della comunità. Restiamo a disposizione dei cittadini per raccogliere segnalazioni e fornire il supporto necessario”.
Vincenzo Diego |
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