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La voce della Politica
| Uil: in Basilicata cassa integrazione più 295,6% in un anno, la Uil torna alla mobilitazione |
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12/11/2025 | Nei primi nove mesi del 2025 le ore autorizzate dall’INPS di ammortizzatori sociali in Basilicata hanno raggiunto la quota record di 22,8 milioni, con un incremento impressionante del 295,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un aumento esponenziale che colloca la Basilicata al primo posto tra le regioni italiane per incremento di cig e cigs. Nella distinzione per province si legge più chiaramente il “peso” di Stellantis e dell’indotto di San Nicola di Melfi (per la cigs): in provincia di Potenza le ore di ammortizzatori sociali tra gennaio e settembre sono state 21,5 milioni, più 374,5% rispetto a gennaio-settembre 2024; in provincia di Matera 1 milione 40 mila con un decremento del 10,7% rispetto allo stesso periodo del 2024. Sono dati diffusi dalla Uil, su fonte Inps. E’ soprattutto la cigs che assorbe il maggior numero di ore erogate: 21,1 milioni complessive con più 451,4% in raffronto ai primi 9 mesi dello scorso anno mentre la cassa interazione ordinaria registra un decremento passando da 1,8milioni del 2024 agli attuali 1,3 milioni di ore. Nel report si segnala che a livello provinciale, Torino detiene il primato con 29,5 milioni di ore, seguita da Potenza (21,5 milioni) e Roma (18,8 milioni). Le variazioni più marcate si osservano a Potenza (+374,5%), Sassari (+316,7%) e Campobasso (+233,1%), territori dove la fragilità del tessuto produttivo e occupazionale è ormai strutturale.
Questi dati – commenta il segretario regionale della Uil Vincenzo Tortorelli - fotografano una situazione sociale per la nostra regione sempre più emergenziale e confermano che le crisi produttive non solo persistono, ma tendono ad acuirsi, soprattutto nei settori industriali tradizionali e nei territori meno sostenuti da politiche di sviluppo. L’aumento delle ore di cassa integrazione è, di fatto, sintomo di un disagio diffuso che colpisce imprese e lavoratori/trici, e che rende evidente la necessità di una strategia nazionale per il lavoro, capace di unire politiche industriali, formazione, politiche attive, incentivi mirati e tutela dei redditi. Dietro ogni ora di cassa integrazione – aggiunge - c’è una persona, una famiglia, una comunità che rischia di essere lasciata sola. È tempo che la politica e le istituzioni si assumano la responsabilità di dare risposte concrete perché la tenuta sociale e democratica del Paese passa prima di tutto dal lavoro.
L’Esecutivo nazionale della Uil – riferisce Tortorelli - ha deciso di dare continuità, nei prossimi giorni, alla mobilitazione già in atto sui territori e nelle categorie, con iniziative e assemblee nei luoghi di lavoro che culmineranno nella manifestazione nazionale a Roma sabato 29 novembre, con l’obiettivo di ottenere modifiche alla manovra economica varata dal Governo.
L’Esecutivo ha confermato il giudizio positivo in merito alla detassazione degli aumenti contrattuali, una richiesta sostenuta da tempo dalla Uil, espressamente avanzata al tavolo del confronto con il Governo e da quest’ultimo accolta con uno stanziamento complessivo di 2 miliardi sui 18 della manovra, comprensivi dei 600 milioni aggiuntivi per i contratti del pubblico impiego. Questo provvedimento è stato rivendicato per favorire la conclusione di alcuni rinnovi, ma soprattutto perché fosse ribadito il principio fondamentale del ruolo di democrazia economica e di redistribuzione della ricchezza svolto dalla contrattazione. Tuttavia, la Uil ritiene che questo sia stato un primo passo e che sia necessario innalzare a 40mila euro il tetto dei redditi ai quali si applica la detassazione degli aumenti contrattuali, estendere in modo generalizzato tale beneficio e applicarlo anche ai rinnovi già sottoscritti nel 2024.
La Uil, invece, ribadisce il proprio giudizio negativo sui capitoli relativi a pensioni, sanità e fisco, considerati inadeguati e incompleti.
In particolare, sono sbagliate le misure che peggiorano la condizione di chi deve andare in pensione e, pertanto, si chiede l’immediato riconoscimento dei lavori usuranti e il ripristino di Opzione Donna nella sua versione originaria. È necessario, inoltre, un confronto organico per una riforma strutturale della previdenza che garantisca flessibilità in uscita e si preoccupi di assicurare pensioni dignitose a tutti e, per il futuro, soprattutto ai giovani e alle donne, particolarmente penalizzati dalle attuali regole. Peraltro, oggi, sulle pensionate e sui pensionati grava un peso fiscale tra i più elevati in Europa che deve essere assolutamente ridimensionato.
Sul versante sanitario, si riconosce il segnale politico rappresentato dall’incremento di risorse, ma va sottolineata negativamente la mancanza di una programmazione pluriennale che sia in grado di riportare la spesa sanitaria almeno ai livelli della media europea, di valorizzare il personale e di intervenire sulle liste d’attesa, evitando che i cittadini continuino a rinunciare alle cure, come oggi accade sempre più frequentemente. |
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