Domani l'Associazione Radicali Lucani organizza una Cacerolada. Ecco perchè
30/03/2020
Gli strumenti della lotta nonviolenta di proposta e non di protesta questa volta saranno utensili di uso comune in tutte le cucine delle nostre case: pentole, cucchiai, coperchi.
Una cacerolada per la democrazia, la giustizia, la Costituzione, i diritti umani e il diritto alla conoscenza, che diritto umano è.
Una cacerolada per rompere il muro del silenzio su temi e questioni che riguardano le nostre vite, la vita delle nostre comunità, l’emergenza sanitaria in corso con i suoi risvolti sociali ed economici, la civiltà giuridica di un Paese.
Una cacerolada per dire a questa Europa, quanto mai lontana dai sogni degli autori del manifesto di Ventotene, di mettere da parte gli egoismi e di non premere il pulsante che potrebbe precipitarci in un nefasto ritorno a quella Europa delle patrie, che ci ha regalato due immani tragedie: la prima e la seconda guerra mondiale.
Una cacerolada per dire che vogliamo la verità su quanto è accaduto in Cina e la liberazione del giornalista Lì Zehua, colpevole di aver voluto onorare il diritto alla conoscenza del suo popolo.
Una cacerolada per dire stop all’attentato ai diritti politici dei cittadini, per chiedere che si onori l’art. 27 del dettato costituzionale, per chiedere che venga ripristinata in pieno l’agibilità democratica del nostro Parlamento.
Una cacerolada per manifestare la nostra vicinanza agli agenti di Polizia penitenziaria, a chi onora la divisa che indossa ed è stato dimenticato da questo Stato; per esprimere la nostra vicinanza a medici e infermieri in prima linea, costretti a volte ad operare in situazioni impossibili e senza adeguate protezioni.
Una cacerolada per dire che occorre evitare che la crisi sanitaria determini un aggravarsi della già perdurante emergenza democratica e per ricordare al Ministro Bonafede che siamo il Paese di Cesare Beccaria, Francesco Mario Pagano e delle Costituzioni Federiciane.
In queste ore non posso fare a meno di tornare a riflettere sulle parole pronunciate da F.D. Roosevelt negli anni ’30: “le riforme servono perché gran parte dei nostri problemi attuali e degli ultimi anni e dovuta alla mancanza di comprensione dei principi elementari di equità e giustizia da parte di chi guidava il mondo degli affari e della finanza”.
In queste ore di crisi e di cattività non posso fare a meno di rileggere quanto scriveva nel 2012 il premio Nobel Paul Krugman: “Sarebbe stupido minimizzare i pericoli che una recessione prolungata pone ai valori e alle istituzioni democratici. L’estremismo prospera dove voci rispettabili non offrono soluzioni alla sofferenza della popolazione”.
Non so voi, ma io sono davvero stufo di una politica che sempre più spesso si riduce ad essere guerra tra bande e scontro tra etnie partitocratiche.
Abbiamo bisogno di volare alto e oltre egoismi e particolarismi. Verrebbe da dire che abbiamo bisogno di un New Deal e di giustizia e di giustizia sociale, perché non può esserci “pace” senza quest’ultima. Abbiamo bisogno di prestare attenzione alla pianta della democrazia e a diritti che non possiamo considerare definitivamente acquisiti e per i quali occorre lottare e non mollare.
Abbiamo bisogno di recuperare empatia e occorre ridare senso a parole perdute per trovare un’uscita di sicurezza. Se è vero che c’è una banalità del male, è altrettanto vero che c’è una banalità del bene ed è a quest’ultima che occorre fare appello.
Il momento per farlo è ora. E’ questo il momento di illuminare il buio che incombe e la notte che potrebbe avanzare.
Il Satyagraha (insistenza per la verità) prosegue e prosegue ad oltranza lo sciopero della fame che ho ripreso alle ore 23.59 del 22 marzo.
Intanto, il mio grazie va a coloro che hanno raccolto la proposta di lotta avanzata e daranno vita, armati di pentola e cucchiaio, a questa cacerolada per la democrazia, la giustizia, la Costituzione, i diritti umani, che si terrà martedì 31 marzo con inizio alle ore 17.00.
Questo l’elenco provvisorio dei partecipanti: Egidia Bruno, Felice Del Gaudio, Felice del Vecchio, Giulio Cainarca, Giovanni Grippo (delegato sindacale CGIL Polizia Penitenziaria), Filippo Pucci, Raoul Pacifici Guatteri (+ 5), Nicola Guanti, Rosanna Ennico, Teresa Sirianni, Maria Antonietta Ciminelli, Floriana Matuela, Michele Romania, Michele Latorraca, Alessandro Singetta, Mario Paolo D'Ambrosio, Marialaura Garripoli, Carlo Giordano.
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