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La voce della Politica
| Anaste: ''serve una task force per emergenza in strutture per anziani' |
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23/03/2020 | Il dottore Adriano Spina, presidente dell’Anaste Basilicata, nonché membro del Consiglio nazionale della più importante associazione italiana di categoria, che rappresenta moltissime strutture residenziali del Paese, ha lanciato qualche ora fa un accorato appello alle istituzioni Lucane, ma in realtà era rivolto all’intero Paese, attirando, così, l’attenzione sulle strutture residenziali per anziani: Rsa, Case protette, Case di riposo. Strutture lasciate al loro destino in tutta Italia, almeno questa è l’impressione. Eppure ci vivono i nostri anziani, che con mille sacrifici nel passato, e anche dopo, facendo i nonni, ci hanno garantito un presente dignitoso. Oggi questa terribile tempesta del Covid-19 ce li sta portando via, come ha sottolineato il presidente Mattarella nella lettera indirizzata al presidente tedesco Steinmeier, queste le sue parole: “Qui, in numerosi territori, con tante vittime, viene decimata la generazione più anziana, composta da persone che costituiscono per i più giovani punto di riferimento non soltanto negli affetti ma anche nella vita quotidiana”. La “decimazione” si potrebbe arrestare, siamo ancora in tempo. Come fare? Bella domanda. Probabilmente i responsabili del Ministero della Salute e gli omologhi delle regioni, con un po’ di impegno, potrebbero studiare degli interventi in grado di proteggerli, e non lasciando al loro destino anziani, operatori, familiari. Non sarebbe da Paese civile. Provarci almeno, provarci seriamente. Aprire un tavolo immediato, non c’è tanto tempo. Purtroppo da giorni arrivano notizie preoccupanti già da tante strutture del nostro Paese, o in altre sparse per l’Europa, ma notizie allarmanti si registrano, in queste ultime ore, anche dalle regioni vicine, come la Calabria, residenze per anziani attaccate dal coronavirus, alcuni ospiti positivi, lasciati alla gestione delle stesse strutture. Ma come si fa? Come giustamente ha sottolineato il presidente dell’Anaste, non ci sono le competenze, non si è preparati. Serve una task force, dunque, ma anche interventi legislativi, ordinanze, decreti in grado di garantire monitoraggi continui, sia per il personale che per gli anziani, eseguendo tamponi anche ai pazienti di rientro dalle strutture ospedaliere dopo il ricovero. Ma c’è un altro aspetto che il Governo e le regioni devono considerare: in caso di positività a chi tocca la gestione, davvero alla struttura? Sarebbe un errorre, un errore che si pagherebbe a caro prezzo. Bisognerebbe preparare strutture dedicate, ospedali da riaprire in poco tempo, come quello di Chiaromonte, reparti in grado di prendersi carico, con tutte le competenze del caso, degli anziani. Un capitolo, dunque, del tutto nuovo, dedicato ai nostri nonni, ma in grado di salvare anche chi in queste residenze ci lavora con sacrificio, preoccupazione e spirito di abnegazione.
Vincenzo Diego
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