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La voce della Politica
| Il Torrente Frido deve rimanere la casa delle Lontre! |
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11/03/2020 | Il Torrente Frido è uno dei corsi d’acqua più importanti sul piano naturalistico del Mezzogiorno d’Italia, vede – proprio per il suo elevato interesse ecologico – anche la presenza della Lontra europea (Lutra lutra), piuttosto rara nel Bel Paese.
Il suo percorso interessa il parco nazionale del Pollino, nei Comuni di Chiaromonte, San Severino Lucano e Viggianello (PZ), zona tutelata con il vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.). Nelle aree naturali protette è presente il divieto di “modificazione del regime delle acque” (art. 11, comma 3°, lettera c, della legge n. 394/1991 e s.m.i.) eppure la Regione Basilicata ha autorizzato la Società emiliana HD s.r.l. alla realizzazione di una centrale idroelettrica (potenza di 987 kWe) con opere connesse (viabilità, condotte, ecc.).
L’autorizzazione unica per la realizzazione ed esercizio di impianti di produzione energetica da fonte rinnovabile (deliberazione Giunta regionale Basilicata n. 835 del 9 luglio 2013), emanata dopo il superamento della procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), prevede il mantenimento di un deflusso minimo vitale per il Torrente Frido di soli 150 litri al secondo, che ridurrebbe un tumultuoso torrente di montagna a uno stentato rigagnolo.
Da un lato l’autorizzazione unica prevede che, “a pena di decadenza della … autorizzazione … la Società HD s.r.l. “ sia “tenuta a dare inizio ai lavori di costruzione dell’impianto idroelettrico, delle relative opere connesse e delle infrastrutture indispensabili entro un anno e ad ultimare gli stessi entro tre anni, decorrenti dalla data di notifica del … provvedimento di autorizzazione unica”, d’altro canto, i meri lavori di viabilità effettuati nella primavera del 2017 sono risultati abusivi, tanto da esser oggetto di accertamento da parte della Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Basilicata (nota prot. n. 5831 del 30 giugno 2017) e di ordinanza di rimessione in pristino n. 3 del 23 giugno 2017 emanata dal Direttore f.f. Parco naz.le Pollino.
Solo dopo l’ulteriore provvedimento Direttore Parco naz.le Pollino n. 11051/2018 del 16 novembre 2018 finalmente il ripristino ambientale veniva completato (verbale Stazione Carabinieri “Parco” di S. Severino Lucano prot. n. 51 del 20 gennaio 2020).
Eppure la Regione Basilicata ha voluto a ogni costo (deliberazioni Giunta regionale Basilicata n. 969 del 13 dicembre 2019 e n. 42 del 20 gennaio 2020) prorogare l’efficacia della pronuncia di compatibilità ambientale (ormai priva di effetti dal 2018), pur di favorire un vero e proprio scempio ambientale annunciato.
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, quindi, inviato (11 marzo 2020) una nuova (la precedente era del 3 luglio 2017) istanza per la revoca o l’annullamento in via di autotutela del provvedimento di autorizzazione adottato contro la disciplina di salvaguardia delle aree naturali protette e per la scadenza dei termini per la realizzazione della centrale idroelettrica.
Coinvolti i Ministeri dell’Ambiente e dei Beni e Attività Culturali, la Regione Basilicata, l’Ente parco nazionale del Pollino, i Comuni di Chiaromonte, San Severino Lucano e Viggianello, informati la Commissione europea e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza.
Il Torrente Frido deve continuare a scorrere fra i boschi del Pollino e ad esser la casa delle Lontre.
p. Gruppo d’Intervento Giuridico onlus
Stefano Deliperi |
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