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| Recensione:“Oceania” un film di John Musker e Ron Clements |
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17/01/2017 | Oceania — il nuovo film d’animazione della Disney — è nei cinema italiani dal 22 dicembre. Ambientato nell’antica Polinesia duemila anni fa, il film ha per protagonista Vaiana, figlia sedicenne del capo villaggio di Motu Nui, una meravigliosa isola del Pacifico minacciata da un’oscura e terribile maledizione che colpisce i frutti e il pesce che da sempre l’alimentano. Le leggende e i miti popolari attribuiscono la colpa a Maui, semidio del vento e del mare che ha rubato il cuore a Te Fiti, madre di tutte le isole, per donare agli uomini il suo preziosissimo potere: quello di “creare la vita”.
Vaiana, adolescente vivace, inizia un viaggio alla ricerca di Maui.
I registi sono John Musker e Ron Clements: quelli di Basil l’investigatopo, La Sirenetta, Aladdin e La Principessa e il Ranocchio. Il titolo originale è Moana (il nome della protagonista) ma in Italia è stato cambiato in Oceania e il nome della protagonista in Vaiana.
In una lingua maori “moana” significa “oceano”; nella lingua parlata a Tahiti “vaiana” significa invece “acqua che esce dalla grotta“.Vaiana vuole salvare la sua isola tornando a navigare il mare perché se” la storia è scritta dentro di noi” dobbiamo imparare ad “ ascoltare il cuore”.
Ancora una volta Disney, dopo Rapunzel e Fronzen Dysney ci regala una principessa eroina.Si tratta ( scrivono gli esperti di vela ) di una pellicola dall’altissima caratura tecnica, realizzata da gente che sapeva di cosa si stava parlando ( ci sono punti in cui sentirete termini quali “cazza”, “strallo” …): le barche strambano, ingavonano, scuffiano. E c’è persino una scena in cui il semidio fa poggiare Vaiana per far sì che la randa del suo trimarano si gonfi.
Incoraggiata da nonna Tala, la “matta del villaggio” nonché depositaria delle tradizioni del suo popolo, Vaiana decide partire contro la volontà paterna (a nessuno infatti è permesso superare la barriera corallina) per affrontare l’oceano, trovare Maui e restituire il cuore a Te Fiti, ristabilendo così l’ordine delle cose e salvare il mondo. Il viaggio sarà pieno di percoli, ma anche di scoperte affascinanti e Vaiana avrà sempre dalla sua l’aiuto dell’oceano che l’accompagnerà , prendendo vita.
L’idea per questo film arriva dalle storie degli antichi esploratori polinesiani. Per secoli l’oceano Pacifico è stato solcato dai più grandi marinai, alla scoperta delle numerose isole dell’Oceania, ma circa tremila anni fa questi viaggi cessarono per circa un millennio. I motivi rimangono ancora avvolti dal mistero. Spinti dalla curiosità, i produttori e i registi del film hanno voluto studiare le tradizioni di questi popoli, trascorrendo molto tempo insieme alle comunità locali. “La navigazione è una componente importantissima nelle culture del Pacifico”, spiega Musker, “gli antichi polinesiani si orientavano in mare aperto e scoprivano nuove isole senza l’ausilio di strumentazioni moderne, grazie alla loro conoscenza della natura, delle stelle, delle onde e delle correnti”.
Tra le teorie che spiegano perché questi esperti navigatori smisero di esplorare i mari c’è anche la leggenda del semidio Maui, che conta numerose versioni, ognuna tramandata da secoli. Affascinati da questo, i creatori di Oceania hanno voluto dare vita a una storia moderna, ma fedele alla cultura tradizionale polinesiana.
Il risultato è un grandioso inno alla natura e una storia attualissima con una protagonista dal grande carisma e un tema universale: la ricerca della propria identità. “L’idea di un’adolescente che sogna di diventare una navigatrice ci sembrava davvero interessantissima”, afferma Musker. “Il tema dell’esplorazione era perfetto per raccontare la storia di una giovane ragazza che trova la propria identità e prende controllo del proprio destino”.
Il marchio Disney ci regala un film di qualità con una lettura multistrato adatto ai piccoli e piacevole per i grandi che possono leggere in una storia godibile, divertente, la necessità e l’urgenza di salvare la natura che “ha perso” il suo cuore e la terra non dà più frutti e il mare non dona pesci. Oceania è probabilmente il miglior prodotto Disney da diversi anni a questa parte, un felice esempio di convivenza di passato e futuro per il colosso americano. E’un musical con otto canzoni cantate e ballate e due personaggi principali Daiana e Maui, muscoli e tatuaggi parlanti, sbruffone e maschilista, che scopriamo orfano perché abbandonato dai genitori.
Vaiana istruisce, sviluppa, dà credito, domanda, genera entusiasmo, fa con gli altri, navigando sulla stessa barca e a livello del mare, spiega come si fa e impara come si fa, guarda al futuro e produce una nuova idea di futuro. Con lei un gallo sciocco che pilucca le pietre e Maui che le insegna a portare la barca, ad ascoltare il vento, a seguire le stelle.
Ritmo, colori, allegria, paura, coraggio e speranza per dire ai giovani spettatori che ce la possiamo fare. Basta credere in se stessi. Oceania mantiene le sue promesse diverte e consola accende quella speranza di cui abbiamo sempre più bisogno.
Bella 17 gennaio 2016 Mario Coviello
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