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| AL Ce. C.A.M. “Michele Parrella” libro di Giovanni Caserta |
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10/04/2016 | E’ stata una serata di “Cultura” quella di venerdi scorso al Ce.C.A.M. di Marconia (MT), dove è stato presentato il saggio di Giovanni Caserta dal titolo “Michele Parrella - il rapsòdo che cantò la storia al suono del cupo cupo”, edizioni Villani. Poeta, ma anche uomo di cultura Michele Parrella, nato a Laurenzana (PZ) nel 1929, allievo di Rocco Scotellaro, era conosciuto meglio fuori dalla sua Lucania, scomparso l’8 marzo 1996, dimenticato un po’ dalla Basilicata anche dopo la sua scomparsa. Anche se fuori dai confini lucani fu ricordato nelle pagine della Cultura giornali come: il Corriere della Sera; la Repubblica; l’Espresso; il Mattino di Napoli; il Giorno, insomma le maggiori testate giornalistiche. E’ pur vero che passò buona parte della sua vita in modo ‘bohemienne’ a Roma, dove frequentò gli ambienti dell’elite intellettuale e politica degli anni della Roma Felliniana” del ’60 e ’70 e delle serate della “Dolce Vita”. Fù amico di Federico Fellini, Lucchino Visconti nel mondo del cinema, frequentò artisti e intellettuali come Renato Guttuso, ma anche di Ignazio Silone, Carlo Levi, Leonardo Sinisgalli, Antonello Trombadori e Giovanni Russo. Era un personaggio che amava la libertà, uno spirito libro, lui scriveva per esternare il suo pensiero le sue riflessioni, la sua visione del mondo, scriveva le poesie e le lasciava in trattoria oppure agli amici. Un personaggio autentico, non scendeva mai a compromessi, credeva nell’amicizia. Un personaggio che ha amato la lucania in maniera incondizionata, con la sua poesia impegnativa, il segno dei suoi versi, raccontò e narrò i più significativi eventi del Novecento non solo della Basilicata e dell’Italia, ma anche l’Europa e il Mondo. Dell’emigrazione dei Lucani per il Mondo, alla caduta del muro di Berlino, per lui la fine di speranza e di “Stato Sociale” e l’ossessione per gli emigranti e per la Germania, alle vicende di Tangentopoli e del “Giustizialismo mediatico”cui lo stesso entrò in polemica. Un vero e proprio riconoscimento ufficiale non l’ha mai avuta, Michele Parrella “ha affermato Nicola Pavese (Pittore Grafico) che ha realizzato la copertina del testo”, se non fosse per questa iniziativa già presentata a Matera, Potenza, Laurenzana, e Marconia quest’estate a Ferrandina. Un libro quello di Giovanni Caserta, scorrevole e di facile lettura che ci fa scoprire la “lucanietà” di Parrella di un tempo, ma che ci fa riflettere sulla lucania di oggi, anche quando Giovanni Di Lena e Grazia Giannace a conclusione della serata hanno proposto la lettura di alcuni versi del Poeta.
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