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| Il 25 aprile a Villa d’Agri debutta il nuovo lavoro di Ulderico Pesce sul petrolio lucano |
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24/04/2026 | Una storia di inquinamento petrolifero portata in scena da Ulderico Pesce nel Centro sociale di Villa d’Agri il 25 aprile alle ore 17 e 30 grazie alla CGIL di Basilicata che ricorda, con questo lavoro, la Resistenza italiana e la liberazione del nostro paese. “Mai come in questo momento storico, in Basilicata, c’è bisogno di recuperare lo spirito che ha animato chi ha operato per liberare l’Italia dal nazifascismo. Le battaglie da fare sono molte”, ha dichiarato Angelo Summa ex segretario regionale della CGIL.
Ulderico Pesce in questo suo nuovo lavoro, narra una storia che sta accadendo in questi giorni. Leo è un contadino lucano di 72 anni. In una parte della sua terra semina grano con un trattore Landini a cui è molto legato, su un’altra parte pascola il suo gregge. E’ nato e vive a Corleto Perticara, dove TotalEnergies EP Italia S.p.A., ha realizzato sei pozzi petroliferi dai quali ha la possibilità di estrarre 50 mila barili di petrolio al giorno. La Total realizza il pozzo petrolifero “Tempa Rossa 1” su un’altura al di sotto della quale c’è un fazzoletto di terra di circa 70 metri quadrati della piccola azienda agricola di Leo. Su questo pezzo di terra, per monitorare la salute delle falde acquifere, la compagnia petrolifera installa un piezometro a venti metri di profondità. Un bel giorno in quel piezometro viene rilevato dall’ARPAB uno sforamento dei livelli di idrocarburi pesanti, in particolare a 18 metri di profondità. Ne segue un’indagine ispettiva da parte dell’ufficio ambiente della Provincia di Potenza, organo competente a dette verifiche e l’esito è sorprendente, il responsabile dell’inquinamento è Leo. Gli enti pubblici lucani e la Total non hanno dubbi: l’inquinamento è dovuto alla perdita occasionale di gocce di olio dal trattore del contadino. Per l’ufficio ambiente della Regione Basilicata e della Provincia di Potenza dovrà essere Leo a verificare l’inquinamento realizzando 6 scavi nella sua terra a 18 metri di profondità per capire l’entità del danno. Il costo si aggirerebbe attorno ai 20mila euro. Una volta verificato dovrà procedere alla bonifica del sito contaminato dal petrolio. Il costo, per 70 metri quadrati, si aggirerebbe attorno ai 600mila euro.
Sono previste repliche dello spettacolo di Pesce preso il Teatro di Villa Lazzaroni di Roma, il Teatro Menotti di Milano e in vari festival italiani.
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