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| Rotonda e la Candelora: quando il presepe diventa cammino di fede e comunità |
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3/02/2026 | Secondo un’antica tradizione cattolica, la festa della Presentazione di Gesù al Tempio, comunemente detta Candelora, rappresenta un momento simbolico di passaggio, nel quale si conclude il cammino del presepe, che ha accompagnato la comunità fino ai primi passi di Gesù nella storia. In questo giorno, infatti, secondo la tradizione popolare, si smonta il presepe, segno di un percorso di fede che invita a portare nella vita quotidiana ciò che è stato contemplato durante il Natale. A Rotonda, nel cuore del Pollino, nella Chiesa Madre viene organizzato ogni anno il presepe parrocchiale, realizzato con amore, passione e grande cura da numerosi volontari. Un’opera corale che affonda le sue radici in una consuetudine antica e che viene solennemente inaugurata il 7 dicembre, durante i vespri dell’Immacolata. Come ha più volte ricordato il parroco don Gianni Forte, “il presepe non è solo una rappresentazione, ma un cammino che educa alla fede, alla semplicità e al senso profondo dell’Incarnazione, capace di coinvolgere tutta la comunità”. Nel piccolo centro del Pollino, viene inoltre realizzato il presepe tematico allestito nella cappella di San Francesco di Paola, curato dalle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto e portato avanti, anno dopo anno, grazie all’impegno dei gruppi famiglia. Attraverso scenografie curate e messaggi sempre nuovi, questo presepe offre spunti di riflessione e momenti di condivisione, diventando un’occasione preziosa di crescita spirituale per l’intera comunità. Il periodo natalizio è stato caratterizzato anche da un suggestivo presepe vivente napoletano “Il cammino luminoso di Betlemme”, organizzato dall’Oratorio parrocchiale di Rotonda “San Carlo Acutis”, frutto di un lavoro condiviso, nato dall’impegno e dalla disponibilità di tantissimi volontari. Più di 100 comparse hanno dato vita al percorso nelle giornate del 26 dicembre dello scorso anno e 4 gennaio 2026, trasformando un’idea in un’esperienza concreta e partecipata. Il centro storico di Rotonda non è stato semplicemente lo sfondo del presepe, ma ne è diventato parte viva. Le persone non si sono limitate a guardare: hanno camminato, ascoltato, respirato un’atmosfera che richiamava la Betlemme di 2000 anni fa, rivissuta però con l’energia, il colore e il movimento tipici della tradizione napoletana. Le strade si sono riempite di voci, suoni, musica, passi e rumore, dando al presepe un ritmo vero, popolare, autentico. Lungo il cammino, tra musiche di atmosfera e balli, hanno preso forma scene di vita quotidiana e antichi mestieri: il fabbro, il falegname, l’intrecciatrice di vimini, la lavandaia, la massaia, il filato, le locande e le osterie. Ogni postazione raccontava qualcosa, ogni gesto aveva un senso, fino ad arrivare alla Natività, allestita nei pressi dell’antica Chiesa di Costantinopoli, dove tutto si fermava e il rumore lasciava spazio al silenzio e alla contemplazione. La presenza di tantissime persone ha dato valore a ogni sforzo fatto: il pubblico non è stato solo spettatore, ma parte di un racconto condiviso, camminando insieme lungo un percorso che parlava di Natale, di umanità e di comunità. È stata la conferma di quanto il presepe, ancora oggi, riesca a unire, a creare legami e a far sentire le persone parte di qualcosa di più grande. “Il cammino luminoso di Betlemme” non è stato soltanto un evento, ma un’esperienza di unità, condivisione e collaborazione, capace di coinvolgere un intero paese e di ricordarci quanto sia importante costruire insieme, con semplicità e cuore, qualcosa di bello per tutti. |
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