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| Dal furto al red carpet: la lucana Elda Calabrese e il suo lenzuolo glamour |
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4/09/2025 | Una disavventura finita sul tappeto rosso di Venezia. Un’artista di origine lucana, Elda Calabrese, riceve un invito importante per la Mostra del Cinema, ma le rubano la valigia con vestiti, scarpe e gioielli. Nativa di Cersosimo, in provincia di Potenza, milanese d’adozione, la sua storia sembra una sceneggiatura, eppure è reale: quando si dice che la realtà supera la fantasia.
Pittrice, stilista, con una laurea e un primo premio nella categoria “Arte metafisica cognitivista” alla Biennale di Venezia, oltre a una laurea honoris causa in arte, Elda si prepara a un invito che può cambiare la vita. La destinazione fa tremare i polsi: l’Excelsior, sul red carpet del Lido di Venezia.
Tutto accade di domenica. Si parte da Milano, di mattina presto, con l’amica del cuore, Rossella. La metro si ferma alla stazione centrale, si sale sul Frecciarossa, destinazione Venezia. Come bagaglio, una valigia con gioielli, vestiti e speranze, quelle che solo un artista può avere. L’emozione è tanta, come l’adrenalina; il sole si fa largo tra le nuvole e il treno sfreccia veloce. Sullo scompartimento sorrisi, battute e cuori a mille.

Dopo tre ore si arriva nella città dei leoni, del cinema, di Marco Polo, dove l’arte è di casa insieme alla cultura, alle architetture e alla musica. Bisogna scendere in fretta: le braccia si allungano per prendere la valigia… ma la valigia non c’è. L’incredulità prende il sopravvento. Si cerca, si chiede in giro, ma la realtà è cruda: qualcuno l’ha rubata.
Si scende, si cerca una stazione di polizia, gli agenti prendono appunti, controllano le telecamere, qualcuno alza le spalle. Dopo più di un’ora scatta la denuncia. La disperazione e il panico cercano di avere il sopravvento, ma la voglia di farcela è più forte. Tutto è perduto: trucchi, vestiti, gioielli… eppure si corre verso l’albergo con le poche cose rimaste.
Appena entrata, Elda si concede un attimo sul letto, poi acqua fresca sul viso e via a reagire. La tensione è alta, ma all’improvviso si accende una lampadina: lo spirito dell’artista prende forma. Sul letto, lenzuola bianche e soffici come neve diventano tela per la creatività. Con l’aiuto dell’amica e delle poche cose rimaste – un elastico, un foulard, una bandana – la stanza si trasforma in sartoria improvvisata. La stoffa corre sulla schiena, si intreccia in un corpetto, crea scolli ampi, spacchi generosi e uno strascico lungo.
Si corre per le scale a perdifiato, lo sguardo basso ignora volti e cose. Flash di sensazioni stimolano la mente. All’appuntamento in taxi boat si arriva col fiatone e battiti accelerati, ma la testa dritta, i capelli che incorniciano il volto mediterraneo, e gli occhi che accendono il tappeto rosso. Occhi grandi, profondi, pieni di ricordi e speranze.
Elda sfila decisa tra attori e artisti come Papaleo, Siani, Piero Pelù, Ambra Angiolini. È bellissima, raffinata, come una diva; la magia del Lido è contagiosa. Sfila senza timore, nessuno nota l’outfit improvvisato. Si concede alle telecamere e ai fotografi, sicura di sé, mentre decine di sguardi la osservano: una giovane donna misteriosa con un vestito singolare e stivali marroni. La genialità strappa applausi.
Dopo i momenti di smarrimento iniziale, il successo arriva. Il défilé con il lenzuolo bianco dell’albergo è un trionfo. Una giornata da raccontare. Il giorno dopo, la storia diventa virale. Lo spirito della Mostra, fatto di poesia, si riflette in questa storia: Elda ha portato al Lido semplicità, genialità, freschezza e talento, brillando come una stella del cinema con il suo meritato Leone d’Oro tra le mani.
Vincenzo Diego |
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