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Val d’Agri, associazioni critiche sul progetto Lucas: ''Serve vera partecipazione''. Oggi un incontro

20/03/2025

Le associazioni valligiane, Osservatorio Popolare della Val d’Agri, Presidio della Val d’Agri di Libera Basilicata, Laboratorio per Viggiano
assieme ad ISDE-Medici per l’ambiente sezione di Potenza,
sempre in prima fila nel denunciare i pericoli per l’ambiente e la salute dei cittadini della Val d’Agri dovuti in particolare alle attività ad alto rischio ambientale relative alle estrazioni petrolifere connesse al più grande giacimento in terra ferma d’Europa,
in riferimento al progetto Lucas (LuCani Ambiente e Salute) a cui sono state chiamate dai referenti del progetto solo nel gennaio 2025 a partecipare nell’ottica di un’epidemiologia partecipata, affidano ai media le seguenti considerazioni e proposte alla vigilia dell’incontro che si terrà in Val d’Agri il 20 marzo 2025.
Il progetto, dopo una lunga genesi iniziata nel 2021, nasce già come esecutivo nel 2023: non c’è traccia nella sua stesura di un lavoro partecipato con la popolazione e le associazioni presenti sul territorio valligiano che vengono chiamate dopo ben due anni dall’inizio della fase operativa (della cui operatività peraltro non si ha traccia tranne che per alcuni eventi pubblici). Il sospetto che siamo chiamati a sancire un percorso già prestabilito ed in cui siamo chiamati ad esserci solo come comparse è pertanto forte!
A chiamare la cittadinanza e le associazioni è stato il prof. Biggeri (che ringraziamo), responsabile della linea “salute” (le altre due sono “ambiente” e “società”) relativamente alla parte di epidemiologia partecipata che sembra essere l’unica parte “partecipata” di tutto il progetto e che tra l’altro ha solo 1 milione e mezzo di euro di disponibilità su 25 di posta economica ed è la parte assolutamente da realizzare perché si tratta di un’ottima proposta! Quale il reale scopo per cui si stanno spendendo tutti questi soldi? Quale il reale scopo per cui si vogliono coinvolgere i cittadini? Le associazioni attendono di sapere come i referenti del progetto intendono coinvolgere davvero i cittadini! In tutto questo pertanto il ruolo del prof. Biggeri (assieme al suo sforzo di coinvolgere realmente i cittadini…) sembra essere del tutto marginale (anche in termini economici visto che si tratta di intervenire su 8 aree inquinate) mentre dovrebbe essere trainante! In queste zone c’è una grande sfiducia nelle Istituzioni (politiche e scientifiche): noi cittadini siamo favorevoli a questo tipo di iniziative ma proprio per vincere questa sfiducia che si sarebbero dovuti coinvolgere i cittadini sin dalla genesi di un progetto così, cosa che non ci sembra, in tutti questi anni dalla sua origine, sia stata fatta!
Nel progetto Lucas tutti gli altri pezzi del progetto, compresi quelli relativi alla parte ambientale, sembra siano completamente ciascuno a se stante, senza possibilità di dialogo. Diversamente dalla VIS (Valutazione di Impatto Ambientale e Sanitario per i comuni di Viggiano e Grumento Nova), la cui forza è stata invece quella di un dialogo continuo tra la parte ambientale e quella della salute per cui anche la parte ambientale si svolgeva in ottica epidemiologica, questo progetto appare completamente parcellizzato!
Consideriamo pertanto come indispensabili per poter partecipare al progetto Lucas avere un riscontro positivo a queste richieste:
poter esprimere la nostra soggettività ed avere i gradi di libertà per seguire in autonomia le diverse fasi del progetto, a partire da un’integrazione dal basso nella progettazione, anche con nostri tecnici. Riteniamo, dopo la consultazione del progetto nato peraltro già come esecutivo, che la partecipazione ci sia su tutte le 3 linee e non solo su quella epidemiologica;
che sugli oltre 25 milioni totali di euro sborsati dalle compagnie per compensare quanto respirato dai polmoni degli abitanti della Val d’Agri e della Valle del Sauro, è necessario che almeno 500.000 euro (il 2% sul totale), modificando il progetto esecutivo, sia destinato alla citizen science e quindi alle associazioni attive sugli 8 territori inquinati individuati da Lucas consentendo loro di redigere e realizzare una scheda per ogni linea del progetto per ciascuna delle aree;
che almeno due rappresentanti delle associazioni siano presenti nella cabina di regia del progetto.






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