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Lo scrittore Dario Levantino ospite all’Istituto Tecnico Economico di Viggianello

21/03/2024

“Grazie alle emozioni! A tutte le emozioni!!”. Così, un po’ di tempo fa, cantavano I Nomadi, un gruppo musicale che i nostri genitori hanno amato tantissimo. E così che ci piace racchiudere, con uno slogan, la splendida esperienza che abbiamo vissuto attorno allo scrittore Dario Levantino, ospite dell’ITE di Viggianello, sabato 16 marzo 2024.
Una esperienza che viene da lontano. Da quando, nei primi mesi di scuola, abbiamo definito il percorso di Educazione Civica per l’anno scolastico in corso: la cultura della legalità e il disagio giovanile. Un ampio quadro di riflessioni e di approfondimenti, che ha visto molte discipline in gioco e che si è legato al piacere della lettura in classe e a casa.
“Letture d’un fiato. Racconti di Cittadinanza” è il titolo di questa attività. All’iniziativa di sabato hanno preso parte, oltre ai docenti, la dirigente scolastica Prof.ssa Maria Vitale, il sindaco di Viggianello Antonio Rizzo e i comandanti di stazione dei Carabinieri, Maresciallo Guzzo, e il Comandante forestale, Luigi Madormo.
La forza, l’attualità e la straordinaria bellezza dei romanzi di Dario Levantino, scrittore di punta del panorama letterario italiano e grande comunicatore di tematiche legate al mondo giovanile, hanno stimolato le nostre attività, suscitando emozioni che mai avremmo pensato di poter vivere e che solo la lettura e la schiettezza dei libri possono saper donarci.
Dario Levantino ha un grande pregio: è un docente e uno scrittore. Il suo modo di scrivere è comprensibile, comunicativo e interessante per tutti, specie per la cosiddetta generazione Z e per i più piccoli. Quando scrive di mafia (Il cane di Falcone, Fazi editore, 2022; Il giudice e il bambino, Fazi, 2024) lo fa attraverso il registro della fiaba e della ironia, risultando accattivante e riflessivo. Quando scrive per gli adolescenti, adotta uno stile vicinissimo alla cultura giovanile, mettendo al centro dei suoi romanzi (noi abbiamo letto Cuorebomba e La violenza del mio amore, entrambi editi da Fazi) storie fin troppo vere, ambientate in periferie degradate (Brancaccio), dove i personaggi e le situazioni che racconta sono così emotivamente forti da risultare credibili e vicinissimi a noi.
Mafia, anoressia, disagio, disgregazione familiare, violenza sono alcune delle tematiche negative che Levantino affronta con uno stile coinvolgente e sincero, mentre Amore, forza del perdono, riscatto, educazione scolastica sono i temi positivi che legano i personaggi a un mondo perduto, senza futuro, come nelle pagine di Oliver Twist o di Verga, personaggi che però riescono a cavarsela grazie alla caparbietà, al bene e… alla letteratura.
Infatti Dario Levantino, che è docente e conosce le sfumature delle emozioni più di chiunque altro, ci ha fatto comprendere che l’amore per i libri salva: la letteratura è un concentrato della vita. Conoscere le storie, immedesimarsi in esse, affidarsi ai valori che un libro può trasmettere può esserci d’aiuto nelle difficoltà dell’esistenza, può farci ben comprendere ciò che è valido e ciò che è da scartare nella società in cui viviamo. I suoi romanzi sono un po’ come le serie televisive, quelle più dure e attuali (Mare dentro), che raccontano il lato oscuro della realtà che bisogna conoscere per non fare scelte azzardate, devianti.
Durante l’incontro di sabato, cui hanno partecipato anche le classi della Secondaria di Primo grado (che insieme a noi hanno condiviso il progetto) sono sorte numerose domande, soprattutto legate a delucidazioni sulla trama, sui personaggi, sull’ambiente malsano che fa da sfondo alle storie che racconta. Levantino è uno scrittore alla mano, empatico, giovanissimo. Lo abbiamo incontrato in Aula Magna e ci ha colpito per lo stile inusuale della presentazione: girava fra il pubblico e ci parlava come un amico al bar. Facile sentirlo uno di noi e sentirsi a proprio agio per chiedergli questioni volte ad indagare i comportamenti adottati dai giovani d’oggi, le loro scelte, i loro bisogni.
Un dialogo diretto, che è continuato anche dopo nel firmacopie e nelle foto di rito, che ci ha permesso di conoscere uno Scrittore vero, nei sentimenti e nella forza delle immagini e delle situazioni che affida alle sue pagine. Per le tematiche che, attraverso la narrativa, non risultano mai noiose e lontane dal mondo dei giovani. Per il continuo scambio diretto d’opinioni, per la concretezza delle tante domande e dei temi fondamentali per la vita che ogni adolescente comincia a scegliere, senza mai abbandonare le emozioni (come quelle intense che abbiamo vissuto sabato) e… i sogni.
Proprio quei sogni che vorremmo segnassero per sempre la nostra strada, anche da adulti, perché come dice lo stesso Levantino nel suo romanzo più bello (Cuorebomba), “la differenza tra un ragazzo e un uomo è proprio questa: il secondo non sa più sognare.”

Nicola Bonafine e gli alunni del IV dell’I.T.E. di Viggianello







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