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| Cinema e ripresa culturale: intervista a Nadia Kibout |
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12/12/2021 | Nonostante la pandemia e lo sconvolgimento fisico e psichico che essa ha generato, l’arte, la cultura e chi la fa non si nono fermati. Ne è esempio l’ultimo film del regista calabrese Mario Vitale, che vede all’interno del cast l’attrice nata in Francia ma di origini algerine Nadia Kibout.
Oltre che attrice Nadia Kibout è anche autrice e regista e vive in Basilicata da diversi anni. Nell’intervista che segue Nadia Kibout. ci parla del suo ultimo film e ci offre il suo punto di vista anche sulla Lucania.
Come è iniziata la sua carriera artistica?
Con una formazione importante tra la Francia l’Italia è l’America. Gli studi sono stati fondamentali per capire al meglio il mio strumento in quanto artista. È importante non smettere di formarsi perché non si finisce mai di imparare. Tuttora mi piace partecipare a dei seminari dove allenare corpo e mente. La curiosità va sempre alimentata.
Il suo ultimo film “ L’Afide e la formica “ per la regia dei Mario Vitale è stato presentato anche al Cinema Piccolo di Matera. Qual'è il suo personaggio? E come è stata questa esperienza?
Siamo stati ospiti con il regista Mario Vitale al Matera sport film festival. Una bellissima esperienza e realtà del territorio, l’11a edizione. Io interpreto Amina, la madre della protagonista Fatima, interpretata dalla bravissima Cristina Parku al suo esordio. La nostra è una relazione conflittuale, lei nel pieno dell’adolescenza con tutto ciò che comporta come momento esistenziale, e la tradizione culturale che la madre porta avanti nell’attesa perenne del ritorno di un marito. Il rapporto è fatto di tensioni e incomprensioni ma la svolta arriverà ad un certo punto L’attenzione è posta sul fatto che ormai le seconde generazioni sono semplicemente parte della società cosa che, lasciami dire, la politica fatica a vedere e comprendere. Abbiamo gran bisogno di storie così, di staccarci dagli stereotipi sul tema.
È stata un esperienza molto bella, anche se il film è stato girato in piena emergenza COVID a Lamezia Terme, c’è stato un vero spirito di squadra, di volontà di farcela. Un momento di grande umanità fu. Ne approfitto per ringraziare il produttore Luca Marino, una persona speciale.
Lei vive in Basilicata da diversi anni. Quali sono gli aspetti che il territorio dovrebbe migliorare dal punto di vista del mercato dell'arte?
Una bella domanda. Grazie. Tante sarebbero le cose da dire. Dico solo che la Basilicata ha un potenziale incredibile che ancora fatica un po’ ad emergere. Ma c’è la volontà di fare ciò, quindi ci arriveremo, anche grazie a chi ha scelto di rimanere, e non sono pochi gli artisti che amano la loro terra. Quelle delle sale cinematografiche per me è un neo, poche sale e orari limitanti. Non si pensa ad alimentare un pubblico diurno. Il teatro è troppo poco presente e di mostre siamo carenti. Tutto parte dell'educazione sin dagli anni dell’infanzia e noi adulti siamo responsabili.
Il suo ultimo film è stato presentato al Cinema Piccolo di Matera il 27 novembre. Quale la reazione del pubblico in sala in un momento così delicato per il pubblico, anche a causa del covid?
È stata una bella proiezione. Il cinema Piccolo è grazioso oltre che coraggioso. Abbiamo avuto un bel pubblico che ha accolto benissimo il film. È stato un abbraccio caloroso per il regista e per me. Sono felice perché amici hanno sfidato la paura del COVID per venire, con tutte le dovute precauzioni ovviamente. Non posso che ringraziare il caloroso pubblico, il cinema, Matera ed il Sport film festival. Il COVID non può oltre che bloccarci nelle nostre attività e vite, diventare una scusa per mettere da parte l’arte.
Grazie a te Roberta ed ai lettori.
Roberta La Guardia |
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