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| Rotonda, Don Stefano Nicolao: ‘Con il nostro Vescovo uniti nella devozione per Sant'Antonio' |
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12/06/2020 | “La comunità di Rotonda sta continuando ad essere di grande esempio anche in questo anno particolare nel quale, per via della pandemia, è andata perduta una parte bella e significativa della festa rappresentata dalla sagra dell’abete”.
Don Stefano Nicolao, parroco di Rotonda, ha accolto il nostro invito a rivolgere alla comunità le sue riflessioni in questo momento reso particolare e drammatico, in Italia e nel mondo, dall’emergenza sanitaria.
Domani sarà il 13 giugno e per Rotonda questo è indubbiamente il giorno più importante dell’anno poiché è quello in onore del patrono Sant’Antonio da Padova: ricorrenza celebrata, oltre che con le imprescindibili funzioni religiose - riprese seppur nei limiti previsti dal distaccamento sociale -, anche attraverso il noto rito arboreo che, nel tardo pomeriggio di oggi, avrebbe visto l’arrivo in Piazza Vittorio Emanuele della Rocca e della Pitu con quest’ultima che, in quello che è forse il momento più suggestivo dei festeggiamenti, sarebbe stata sollevata a spalla dai fedeli davanti all’intera popolazione.
“Il rito civile purtroppo non verrà rinnovato – prosegue Don Stefano – però si presenta anche questa bella opportunità, offerta dalla visita del nostro Vescovo, di ritorno dopo questo lungo periodo di chiusura, che consentirà all’intera comunità di ritrovarsi con il suo Pastrore. Chiaramente, tutto si svolgerà secondo le indicazioni che, in questo tempo buio e difficile, ci vengono richieste dai protocolli. Ciò che vince è la fede e, con la fede, vivremo quanto viviamo ogni anno. Anche se, è vero, ci mancherà quella parte che tutti conoscono e tutti amano. Con l’aiuto di Dio il prossimo anno torneremo alla normalità, ma adesso dobbiamo proseguire nella nostra dimostrazione di fede e devozione”.
Come si vede sui social, e non solo, il popolo rotondese, come ricordato da Don Stefano, sta dimostrando tutta la sua profonda devozione al Santo ma, allo stesso, anche l'enorme amarezza e sofferenza per una festa patronale che, fatalmente, sarà molto differente rispetto agli anni scorsi.
“Il tutto viene vissuto con sofferenza – sottolinea ancora il sacerdote – perché i rotondesi sono stati privati di qualcosa a cui tengono davvero tantissimo. Ma le funzioni religiose ci hanno fatto innanzitutto sentire uniti nella stessa devozione al Santo e, inoltre, ci hanno anche consentito di offrire una bella dimostrazione di quanto si vive da secoli. Gli strumenti per tramandare qualcosa possono essere tanti. Noi, ad esempio, nonostante durante il periodo di chiusura non potessimo celebrare la Messa, siamo stati sempre presenti sia nella carità verso i più bisognosi, sia inviando tanti messaggi anche attraverso la Santa Messa celebrata la domenica dal Vescovo. E, questo, essendo avvenuto anche durante le restrizioni, ha fatto in modo che rimanessimo uniti come credenti. Tenendo sempre presente che noi teniamo senz’altro alla salute dei cittadini e, per questo, stiamo attenti a rispettare tutto quanto ci venga richiesto”.
Pur con tutte le restrizioni imposte, sono state celebrate regolarmente le messe della “Tredicina”. Tuttavia non potrà esserci la sentitissima processione, ma domani, alle ore 18 in Piazza Vittorio Emanuele III, si terrà la funzione conclusiva in onore di Sant’Antonio che sarà officiata, appunto, da Monsignor Vincenzo Orofino, Vescovo della Diocesi di Tursi-Lagonegro.
“Tutto avverrà nel pieno rispetto delle prescrizioni – conclude Don Stefano – inoltre, come ho già avuto modo di dire anche in Chiesa, la funzione verrà trasmessa in diretta tv dall’emittente Mediasud sul canale 876 e sul sito www.italiacable.it . Lo ribadisco a beneficio delle persone anziane e di tutti coloro i quali saranno impossibilitati a muoversi, magari, anche perché timorosi”.
Gianfranco Aurilio
Lasiritide.it
(Nella foto, dalla pagina Facebook dell’Azione Cattolica di Rotonda, Don Stefano insieme a Monsignor Orofino) |
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