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| Rotonda: un libro che racconta la festa di Sant’Antonio con i protagonisti |
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9/03/2020 | Nuova fatica letteraria per i rotondesi Enzo Fittipaldi e Salvatore Fittipaldi, i due amici hanno proseguito il loro impegno nel tentativo di tenere viva la memoria, cimentandosi nel libro “La sagra dell’Abete a Rotonda” che racconta, dalle origini fino ad oggi, il rito arboreo che si celebra a giugno in onore di Sant’Antonio da Padova, patrono di Rotonda. Coautori sono stati Emanuela Di Sanzo e Luca Greco.
La prefazione è stata curata da Emilio Giordano, critico letterario e docente di Letteratura Italiana all’Università di Salerno.
Il libro, accanto allo svolgimento del rito noto quale matrimonio propiziatorio per l’unione tra la Pitu (un faggio) e la Rocca (un abete), racconta anche tutti i protagonisti attraverso scatti fotografici e documenti.
È soprattutto questa la vera differenza rispetto ai precedenti scritti sulla festa: nel testo sono riportate tutte le notizie sui gruppi che ne rendono possibile la celebrazione, uniti alle istantanee che li raffigurano ed ai nomi dei vari responsabili.
Andando ancora a ricercare altri aspetti non riscontrabili in altre opere sul tema, potremmo soffermarci, ad esempio, sui dettagli tecnici: “la “pitu” - si legge - deve essere sana, avere una lunghezza di almeno 22/23 metri e un diametro di 55/60 cm.; la “rocca” deve essere anch’essa una pianta sana, ma bella e arroccata, cioè con la punta ricca di rametti. La sua lunghezza non deve superare i 18/19 metri, perché se fosse più lunga, in alcuni passaggi sulla strada del ritorno, incontrerebbe grosse difficoltà nei boschi del Pollino”.
Non mancano anche parallelismi con altre località, lucane e non, famose per i propri riti arborei. Nello specifico, viene descritta in modo analitico anche la Festa d’estate di Tallberg, un piccolo villaggio a nord di Stoccolma dove troviamo qualcosa di assolutamente simile alle nostrane sagre dell’abete.
Non mancano anche riferimenti al dialetto, con i colori già utilizzati nel precedente libro sul dialetto rotondese: in marrone IPA (International Phonetic Alphabet – Alfabeto fonetico internazionale - AFI ); in blu ADR (Alfabeto Dialetto Rotondese).
Nel libro vengono anche riportati i miracolati dal Santo e, dopo gli approfondimenti di carattere storico e religioso, si arriva ad una conclusione contraddistinta da un’ampia analisi della festa anche da un punto di vista sociale. In coda, oltre ad ancora tante foto, anche i canti popolari tipici della festa.
Abbiamo già avuto modo di conoscere Enzo Fittipaldi e Salvatore Fittipaldi in quanto autori del volume “C’era una volta il dialetto”, uno studio di 354 pagine sulla grammatica del dialetto rotondese, che si basa su approfondite evidenze scientifiche: una ricerca a 360 gradi su segni, suoni, parole della zona arcaica calabro-lucana. Viaggio che ha visto gli autori impegnati nell’utilizzo di terminologie riconducibili all’IPA (molto difficile); all’alfabeto del dialetto lucano, grazie agli studi della professoressa Patrizia Del Puente, ordinario di Glottologia e Linguistica all’Unibas (nel testo contrassegnato dalla sigla ADL); arrivando quindi alla trascrizione in dialetto rotondese (nel libro con l’acronimo ADR).
Come nel caso di “C’era una volta il dialetto”, anche con “La sagra dell’Abete a Rotonda” gli autori sono pronti a donare il libro al Comune di Rotonda o a chiunque si volesse fare carico della pubblicazione, magari devolvendo in beneficenza eventuali guadagni.
Gianfranco Aurilio
lasiritide.it
Gli autori
Enzo Fittipaldi, nato a Rotonda (PZ), si laurea in Lettere Classiche all’Università “Federico II”di Napoli, dal 2003 vive a Bologna dove ha insegnato Italiano e Latino presso il liceo scientifico “A.Righi”. Da sempre legato alle sue origini lucane, studioso appassionato di storia locale, è autore di numerosi articoli e pubblicazioni, tra cui “Rotonda Nerulum”,1976,Ed.Salentina Galatina Lecce; “Benvenuti a Rotonda”,1988, guida turistica a cura della Pro Loco; CD ROM “Rotonda-Storia,Arte,Natura” 1988; “Chiese e Cappelle di Rotonda”,1998; “Rotonda,Itinerario delle acque dell’Eco Museo del Pollino”,2000; “Rotonda,Itinerari della pietra dell’Eco Museo del Pollino”,2000; “Rotonda e i suoi antichi sapori”,2000; “Itinerari escursionistici scientifico-naturalistici e storico artistici nel Parco Naz.del Pollino”,1997; “C’era una volta il dialetto” – Grammatica rotondese, 2020.
Salvatore Fittipaldi è un poeta lucano, che vive a Genzano di Roma da diversi anni, pur essendo sempre molto legato alla sua terra d’origine. Si diploma in Chimica industriale a Salerno, dove segue le lezioni del Maestro Edoardo Sanguineti, con il quale instaura un solido rapporto d’amicizia. Si iscrive anche alla Facoltà di Scienze Politiche. Trasferitosi a Roma , incontra il direttore de l’Avvenire, Angelo Paoluzi che lo avvia alla professione giornalistica, nell’ambito pubblicitario. Abbandonerà presto il giornalismo, ma non la passione per la scrittura, per lavorare nell’ambito amministrativo. Ha pubblicato due libri : “La Musa di Blanchot” ed “Elogio all’inquietudine”, editi da “Divinafollia”; “C’era una volta il dialetto” – Grammatica rotondese, 2020.
Emanuela Di Sanzo, nata a Rotonda, ha conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Vive a Zurigo dal 2016 e lavora presso CumFides GmbH. Da sempre legata alle sue origini lucane, sin da piccola ha sempre partecipato attivamente alla Sagra dell’abete.
Luca Greco, photagrapher, nato a Rotonda, vive a Uster (Svizzera), dove si laurea in Lehrgang Fotografie CAS nel 2013, ha studiato presso Swiss Marketing Academy GmbH dal 2017. |
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