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| Un saggio storico e accademico sulla violenza di genere a cura di Lucia Mele |
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3/02/2020 | È appena stato pubblicato e sarà presentato in anteprima al pubblico del 70° Festival della Canzone Italiana il libro intitolato “Non sarò più la tua vittima”, scritto da Lucia Mele, che parla di violenza domestica e di genere. L’appuntamento, che sarà replicato nelle prossime settimane in diversi centri della Basilicata e della Campania, è per mercoledì 6 febbraio alle 17,30 nella prestigiosa location del Palafiori di Sanremo, dove Mele sarà intervistata per raccontare le ragioni alla base della sua ultima fatica letteraria e che l’hanno spinta ad occuparsi di una tematica delicatissima, anche in queste settimane e continuamente al centro delle cronaca nera in Italia. Nata a Salerno e laureata in Giurisprudenza, l’avvocato Lucia Mele, penalista del Foro di Lagonegro, si occupa di bullismo, disabilità e minori: esperta di criminologia, ha condotto numerosi studi su episodi di femminicidio verificatisi nel nostro Paese e sui cosiddetti “cold case”, quando per determinare con certezza l’assassino bisogna ricorrere ad indagini ed esami molto complessi quali la prova del DNA. In questo volume, edito da Book Sprint Edizioni e già disponibile sulle piattaforme on line dedicate e in libreria, la scrittrice passa in rassegna «ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata», secondo quanto recita l’Art. 1 della Dichiarazione Onu sull’eliminazione della violenza contro le donne. Un testo adatto per studi universitari giurisprudenziali e sociologici, un excursus storico che indugia doverosamente pure su altre e meno comuni o soltanto poco raccontate forme di violenza domestica e di genere, dall’aborto indotto alla sterilizzazione forzata, dalla contraccezione negata alla gravidanza imposta: «pratiche orrende e tuttora perpetrate a danno delle donne, particolarmente diffuse in Paesi come l’India o la Cina – spiega l’autrice – dove esse sono esposte e vittime nei luoghi pubblici e sul post di lavoro di inaccettabili molestie ed abusi sessuali, nei casi più gravi di stupri veri e propri, talvolta di gruppo, o di ricatti di natura sessuale come l’aborto selettivo, costrette perciò a partorire solo figli maschi». 3.100 i casi di femminicidio registrati in Italia dal 2000 al 2018 e riportati nel testo, che si sofferma compiutamente sull’analisi del dettato della Convenzione di Istanbul, esaminando forme di violenza economica, che si sostanziano nel controllo del denaro da parte del partner o nel divieto di intraprendere determinate attività economiche, e atti persecutori, di stalking, di percosse, abusi e delitti d’onore. «Sono molto emozionata perché particolarmente sensibile sia personalmente che professionalmente agli argomenti trattati, oltre che per l’opportunità straordinaria che avrò di presentare il mio libro durante il Festival di Sanremo: mi sono chiesta cosa significa e come viene percepita nel dibattito pubblico di casa nostra, la violenza dell’uomo sulla donna, provando a dare risposte che spero contribuiscano a fare chiarezza sull’argomento». |
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