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A Cersosimo Sebastiano Somma, Pesce e Forcella in scena con 'Teste Mozze'

23/12/2019

Domenica, 29, alle ore 18, nel teatro “Angela Ferrara” di Cersosimo, andrà in scena “Teste Mozze”, un’opera teatrale liberamente tratta dal libro di Franco Maldonato. Un giallo storico ambientato nel regno borbonico, dove intrighi, sospetti, maldicenze loschi personaggi nell’ombra, tra le pieghe della storia, muovono a piacere i fili della miseria umana. I colpi di scena diventano la cornice di un popolo, o parte di questo, che cerca di affrancarsi da un regno per molti dispotico. Sebastiano Somma, Morgana Forcella, Ulderico Pesce, accompagnati da Pierangelo Camodeca alla fisarmonica e Vincenzo D’Orsi alle percussioni, ci faranno vivere alcuni momenti cruciali che ci porteranno qualche anno dopo alla caduta di “Franceschiello”, re debole per alcuni, un vero signore per altri. “Nel luglio del 1851, un uomo politico inglese decide di interrogare il Ministro degli Esteri della Regina Vittoria sulla scomparsa di un deputato del Regno delle Due Sicilie. I sospetti si concentrano su un prete di Sapri, che aveva già servito gli interessi di Casa Borbone. L’ambasciatore del governo napoletano a Londra, messo a parte della iniziativa del parlamentare inglese, cerca di bloccare la discussione dell’interpellanza, mettendo in moto la “macchina del fango” e, quando questa si inceppa, eccitando la complicità di autorevolissimi uomini politici, come Disraeli, e di giornalisti già da tempo a libro-paga di Ferdinando II di Borbone. L’affaire rivela così un “giallo”, che si dipana in una sequenza di fatti e di antefatti, che incrociano gli accadimenti del Risorgimento Europeo ed i suoi principali protagonisti: Metternich, Palmerston, Mazzini, Garibaldi e Cavour, fino al sorprendente colpo di scena finale”. Sulla scena il nostro passato, ma anche il sogno di tanti per un futuro diverso. Tra questi Costabile Carducci, un eroe, come tanti, troppo presto dimenticato, eppure attore e interprete importante del Risorgimento. Un lavoro che vuole alzare un velo pesante su un periodo storico che vede in campo rivisitazioni non sempre documentate con rigore, capaci per questo di esaltare alcune figure e di relegarne altre ingiustamente nell’oblio, dimenticando, così, i tanti liberali pugliesi, calabresi, lucani che si sono ribellati, che hanno patito il carcere o che si sono visti i fucili puntati in faccia, prima di salutare questo mondo per un’ideale politico, civile, quanto nobile e antico, l’Italia unita. Un periodo storico scritto e raccontato male, tanti gli omissis, che meglio capiremo grazie ai nostri protagonisti. Il Risorgimento non fu un regalo del regno sabaudo, di Vittorio Emanuele o del Conte di Cavour, ma in verità tanti altri sono stati gli attori: intellettuali, feudatari, uomini e donne del Sud. Una storia coinvolgente, quella scritta da Maldonato, ma che sarà raccontata sulla scena da tre grandi protagonisti del teatro italiano.

Vincenzo Diego



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