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Presentato in anteprima nazionale il furor mathematicus di Sinisgalli

29/10/2019

Alcuni dei principali studiosi di Sinisgalli, provenienti da ambiti sia umanistici che scientifici e da diversi Atenei italiani ed europei, sono stati chiamati a raccolta nei giorni scorsi a Potenza dalla Fondazione Leonardo Sinisgalli e dall’Università della Basilicata per celebrare la ripubblicazione, dopo 70 anni, dell’opera più intimamente sinisgalliana: il Furor Mathematicus.
Questa grande operazione culturale è stata resa possibile grazie al contributo di diversi soggetti, molti dei quali presenti all’incontro ospitato nell’Aula Magna dell’Unibas: l’erede testamentaria di Sinsigalli, la dott.ssa Ana Maria Lutescu, più volte ringraziata, l’editore Mondadori che ha riportato il volume in libreria lo scorso 8 ottobre fra gli Oscar Baobab Moderni, il curatore Gian Italo Bischi, la Bcc Basilicata che ha sostenuto l’acquisto dei diritti editoriali, e la Fondazione Leonardo Sinisgalli con tutti i suoi soci fondatori e sostenitori (Regione Basilicata, Provincia di Potenza, Comune di Montemurro, Università degli Studi della Basilicata, Parco Nazionale dell’Appennino Lucano).
Un vero e proprio “atto d’amore” verso la cultura e verso questo intellettuale “bicefalo”, come ha sottolineato il Direttore della Fondazione Sinisgalli, Biagio Russo, in apertura di un incontro molto denso, diviso in quattro momenti: il saluto delle Istituzioni presenti - la Rettrice Aurelia Sole, il Presidente della Provincia Rocco Guarino, Il Sindaco Senatro Di Leo, il Presidente della Fondazione, Mario DI Sanzo; la lettura di alcuni estratti dal Furor mathematicus da parte dell’attrice Nicole Millo; gli interventi degli accademici presenti, coordinati dalla prof.ssa Maria Rosaria Enea, docente dell’Università della Basilicata, da lei rappresentata all’interno del Cda della Fondazione Sinisgalli.
Momento emozionante è stato il dono alla Fondazione, di alcune lettere manoscritte di Vito Sinisgalli al figlio Leonardo, da parte del noto poeta, saggista e traduttore romeno Dinu Flamand, che sta traducendo in rumeno la poesia sinisgalliana, vissuta intimamente come un richiamo alle proprie origini.
Oltre a raccontare il proprio rapporto con la poesia di Sinisgalli, Dinu Flamand ha declamato sia poesie del poeta-ingegnere che le proprie.
Il senso del “Furor Mathematicus”, racchiuso nel suo titolo apparentemente ossimorico, è stato reso attraverso i contributi “politecnici” dei convenuti: dal rapporto fra poesia e matematica (Claudio Bartocci, Università di Genova), alle questioni etiche che la civiltà delle macchine e l’intelligenza artificiale pongono alla contemporaneità (Fabrizio Caccavale, Università di Basilicata); dalla matematica come chiave di lettura per interpretare l’universo (Decio Cocolicchio, Università di Basilicata), al ruolo del linguaggio nell’alterazione della realtà (Luigi Tassoni, Università degli studi di Pécs); dal furore che arde nei matematici (Onofrio Mario Di Vincenzo, Università di Basilicata), al furore dell’Orlando Furioso e di Leonardo Da Vinci (Maria Teresa Imbriani, Università di Basilicata), fino al furore come superamento degli specialismi e della frantumazione del sapere e recupero dell’Umanesimo (Franco Vitelli, Università di Bari). Le conclusioni sono state affidate a Gian Italo Bischi dell’Università di Urbino, curatore del Furor mathematicus, che ha raccontato il suo colpo di fulmine con l’opera - non l’edizione del ’44 o del ’67, ma quella del ’50, quella che stava più a cuore a Sinisgalli, scritta in un momento storico di grande trasformazione per l’Europa e il mondo interno - trasfuso nell’introduzione al testo, anch’essa piena di furore.



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