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| Viggianello: un premio in memoria del medico che guariva dai tumori |
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18/09/2019 | L’Amministrazione Comunale di Viggianello, durante un Consiglio Comunale, ha istituito un premio particolare.
“È stato emozionante per me e tutta l’Amministrazione Comunale – ha postato il sindaco Antonio Rizzo – istituire il premio in Consiglio Comunale, ricordare e premiare in memoria del dott. Vincenzo Caporale, già sindaco di Viggianello fino al 1956, che con la sua umiltà e i suoi studi approfonditi sulle erbe del Pollino si è distinto nella società locale e non solo, riuscendo inoltre a curare diverse patologie ad ogni livello e di ogni stato, anche oncologiche. Una figura da promuovere per far sì che tutta la Valle del Mercure si possa identificare in questa straordinaria personalità ”.
Il primo vincitore del premio “Dott. Prof. Vincenzo Caporale”, consegnato all’interno del X convegno sulle piante officinali “BotanicuM” (evento promosso da Alsia) è stato Alberto Manzo, dirigente e coordinatore del tavolo tecnico del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e il cui nome è legato al nuovo Testo Unico sulle erbe officinali.
La storia del medico che guariva dai tumori e curò Mussolini – Vincenzo Caporale è nato a Viggianello nel 1878 e oltre ad esserne stato sindaco era soprattutto un medico chirurgo con varie specializzazioni, in branche quali: pediatria, ortopedia, igiene, ginecologia, malattie urinarie, medicina legale, odontoiatria, rinoiatria e non solo. Era anche uno scienziato, che ha dedicato al vita alla ricerca contro i tumori.
Grazie alla sua straordinaria conoscenza della botanica scoprì un farmaco a base di erbe che chiamò “Ablastina”, capace di far sparire le neoplasie esterne a basso grado di stadiazione (anche in bocca o sulla lingua) facendole insecchire prima che generassero metastasi.
Caporale curava i poveri senza chiedergli nulla in cambio ma, anzi, dandogli i soldi per comprare le medicine.
Secondo quanto si racconta, ma la notizia sembra essere vera, Caporale si sarebbe segretamente recato a Roma per curare Benito Mussolini affetto da una patologia che si presume di natura cancerogena.
Da quel che si sa, il luminare viggianellese riuscì a guarire il Duce che, oltre a imporgli il massimo riserbo sul suo male, tra le tante offerte gli propose anche di dirigere un grande ospedale. Ma il medico lucano rifiutò chiedendo solamente la realizzazione di una strada che arrivasse fino a casa sua, ubicata nella parte più alta di Viggianello e raggiungibile unicamente attraverso una lunghissima scalinata.
La stradina fu fatta davvero, ma anche in questo caso (seppur le voci lo danno per certo) non ci sono conferme ufficiali se avvenne davvero per volere di Mussolini, che lo avrebbe omaggiato anche di una Fiat Balilla che Caporale comunque usò pochissimo.
Caporale condusse una vita molto umile e morì nel 1967 portando con sé il segreto delle sue erbe miracolose, secondo qualcuno perché non volle cedere al ricatto di chi voleva estorcergli denaro per ottenere la registrazione dell’Ablastina.
Tuttavia, resta comunque un’ampia letteratura dei tanti casi trattati, curata dallo stesso Caporale e custodita dai familiari.
Gianfranco Aurilio
lasiritide.it
(Le notizie su Vincenzo Caporale sono state tratte dalla sua biografia di Maddalena Palazzo)
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