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Assalti agli ATM con esplosivi e furti d’auto: sgominato gruppo criminale tra Vulture-Melfese e Foggiano

21/07/2026



Nelle prime ore della mattinata odierna, nell'ambito di una vasta operazione di Polizia Giudiziaria, i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Potenza hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Potenza su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di 11 soggetti residenti nella provincia di Foggia. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati di essere i componenti di un gruppo criminale dedito in via sistematica alla commissione di furti d’auto, assalti ad ATM mediante l'impiego di materiale esplodente e rapina.  


L’odierno provvedimento restrittivo rappresenta il coronamento di un'articolata attività investigativa svolta da questo Ufficio, valorizzando l’abnegazione, l’intuito e la professionalità dei Reparti territoriali dell'Arma dei Carabinieri. Le indagini sono state avviate a seguito dell’assalto, perpetrato nel marzo 2025, ai danni dello sportello ATM della filiale BPER Banca di Lavello, allorquando il gruppo criminale, agendo con spregiudicatezza in pieno centro abitato, aveva sventrato l'istituto di credito utilizzando ordigni rudimentali – le cosiddette "marmotte" – asportando oltre 22.000 euro in contanti e provocando ingenti crolli strutturali all’edificio. L'analisi dettagliata di questo specifico evento ha consentito ai militari della Compagnia di Venosa di isolare i primi e fondamentali marcatori del modus operandi del gruppo, trasformando il singolo episodio nel cardine di una più ampia piattaforma di indagine tecnica. L'attività investigativa ha consentito di raccordare e decodificare la continuità criminale di una serie di analoghe condotte criminali, che erano rimaste fino a quel momento isolate. Tale rigorosa metodologia ha permesso di operare la ricostruzione retroattiva dell’operatività del sodalizio, estendendo il quadro degli episodi dal maggio 2024 e fino a giugno 2025, per reati commessi nei comuni di Lavello, Melfi, Atella, Rionero in Vulture e Venosa. Il gruppo operava secondo una precisa e collaudata ripartizione dei ruoli, che vedeva i sodali divisi tra esecutori materiali delle effrazioni e vedette dislocate lungo le principali arterie stradali di collegamento con il territorio pugliese.


Tra i molteplici reati contestati spiccano i furti seriali di autovetture di media e grossa cilindrata, sottratte principalmente attraverso la manomissione dei radar anticollisione posti sui paraurti anteriori o mediante l'utilizzo di sofisticati dispositivi diagnostici OBD e smart car bypass idonei alla ricodifica istantanea delle centraline. Le attività d'indagine, supportate dal tempestivo lavoro di analisi investigativa, con riscontri rinvenuti sul campo, hanno altresì permesso di fare piena luce sulla rapina aggravata, consumata il 26 giugno 2025, presso l'esercizio commerciale "Area Food", sito sulla S.S. 655 a Melfi, quando quattro malviventi, travisati e armati di un bastone metallico avevano fatto irruzione nel locale, immobilizzato una dipendente e un cliente, sottraendo loro i telefoni cellulari per impedire richieste di soccorso, per poi asportare l'intera cassaforte, tabacchi e biglietti "Gratta & Vinci", cagionando un danno patrimoniale di circa 27.000 euro.  


La solidità del quadro indiziario testimonia l'altissimo livello qualitativo delle metodologie investigative adottate in perfetta sinergia tra la Procura e la Polizia Giudiziaria procedente e si fonda, per un verso su riscontri tecnici e scientifici di assoluto rilievo, tra i quali la tracciatura dei flussi telematici e telefonici, per altro verso sugli accertamenti biologico-dattiloscopici, affidati al Reparto Investigazioni Scientifiche (R.I.S.) di Roma, che hanno permesso agli specialisti di isolare frammenti papillari su un sacchetto di plastica a marchio "Happy Casa", abbandonato dai rapinatori sulla scena del crimine di Melfi, la cui identità biometrica è risultata coincidere in modo inconfutabile con uno dei destinatari dell’odierna misura.   Condividendo l'impostazione accusatoria di questa Procura in ordine alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e delle stringenti esigenze cautelari legate al concreto e attuale pericolo di recidiva specifica, il G.I.P. di Potenza ha disposto la custodia cautelare in carcere per due indagati, gli arresti domiciliari con applicazione del dispositivo del braccialetto elettronico per tre soggetti e l'obbligo di dimora nel comune di residenza per i restanti sei indagati. L'operazione odierna attesta, ancora una volta, la costante vigilanza e l'efficacia del coordinamento tra l'Autorità Giudiziaria potentina e l'Arma dei Carabinieri a tutela della sicurezza e della legalità nel territorio del Vulture-Melfese. Si precisa, infine, che il procedimento penale versa attualmente nella fase delle indagini preliminari e, per il principio di presunzione di innocenza, la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo in caso di irrevocabilità di un'eventuale sentenza di condanna




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