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| Smartpaper, sospeso lo sciopero: sindacati pronti a nuove azioni |
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20/03/2026 |
|  Le organizzazioni sindacali annunciano una pausa nella mobilitazione dei lavoratori Smartpaper. Dopo giorni di tensione legati alla vertenza sul cambio appalto, FIM, FIOM, UILM e FISMIC, insieme alla RSU, comunicano la sospensione dello sciopero a oltranza e la ripresa delle attività. Una decisione temporanea, che non chiude il confronto ma lascia aperti tutti gli sviluppi futuri, mentre restano forti le criticità denunciate sul piano occupazionale e salariale. Segue comunicato stampa Le Organizzazioni Sindacali FIM, FIOM, UILM e FISMIC, unitamente alla RSU Smartpaper, preso atto della comunicazione di sciopero ad oltranza inoltrata in precedenza, comunicano la sospensione dello sciopero e la conseguente ripresa delle consuete attività lavorative. Si precisa che tale decisione rappresenta una sospensione e non una revoca definitiva dell’iniziativa, alla luce del susseguirsi degli eventi, delle prossime evoluzioni e del quadro complessivo attualmente in corso di definizione. Le scriventi Organizzazioni Sindacali ritengono che quanto accaduto nei confronti dei lavoratori, in particolare rispetto alle dinamiche legate al cambio appalto – ATI Accenture/Datacontact, configuri una responsabilità in capo alla Smartpaper S.p.A., che ha determinato una condizione inaccettabile di pressione e ricatto nei confronti degli stessi, in particolare sotto il profilo salariale. Per tali ragioni, si ribadisce che i lavoratori non meritano tale trattamento e che le scriventi continueranno a tutelarne i diritti in ogni sede. Pertanto, proseguiranno le azioni legali già avviate, unitamente alle necessarie iniziative sindacali, affinché la verità e la piena tutela dei lavoratori vengano riconosciute e sancite nelle sedi competenti. Altresì, verrà valutata ogni ulteriore azione di rivalsa nei confronti della Smartpaper S.p.A..
19 Marzo 2026 Fim Fiom Uilm Fismic Rsu Smart Distinti saluti. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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