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Lavoro: 7.670 assunzioni in Basilicata entro fine anno, Gentile : ricorso sempre più ridotto ad apprendistato

20/10/2022



Sono 7.670 le assunzioni di personale programmate dalle imprese in Basilicata da ottobre a dicembre, con un calo netto di 1.300 unità rispetto allo stesso periodo del 2021 e con poco meno del 50% delle assunzioni considerate di “difficile reperibilità”. A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal commentato da Rosa Gentile (Confartigianato), presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio Basilicata. Le prospettive meno favorevoli, in ragione del rallentamento dell’economia globale ed europea legato principalmente all’aumento dei prezzi dell’energia, all’inflazione e alla situazione geopolitica, pesano maggiormente sui programmi di assunzione delle imprese del manifatturiero, del commercio e dei servizi alle imprese con ulteriore penalizzazione per l’occupazione femminile.
I contratti a tempo determinato si confermano la forma maggiormente proposta, pari al 51,5% del totale, sebbene in calo rispetto a ottobre 2021 quando rappresentava il 55,8% del totale. Seguono i contratti a tempo indeterminato ( 19,7%), quelli in somministrazione (10,5%), gli altri contratti non alle dipendenze (8,1%). L’apprendistato viene proposto in tutt’Italia per appena 25mila assunzioni (5,3%). E’ questa – dice Gentile – una delle “”note dolenti”” che caratterizza il nostro mercato del lavoro con lo scarso ricorso delle pmi all’apprendistato che invece è lo strumento fondamentale per avvicinare i giovani al mondo del lavoro e per trasmettere le competenze tipiche delle attività che hanno fatto grande il made in Italy nel mondo. L’Italia deve investire su questo contratto che coniuga il sapere e il saper fare, e che ha formato generazioni di lavoratori ma è stato anche la ‘palestra’ per migliaia di giovani che hanno creato a loro volta un’impresa”.
“Dobbiamo perciò impegnarci per avvicinare sempre più l’orientamento al mondo del lavoro e per far questo è necessaria innanzitutto un’azione culturale, da rivolgere non solo ai ragazzi, ma prima di tutto ai genitori: non esiste una scuola di serie A, composta da licei, e una scuola di serie B, composta da istituti tecnici e professionali. Il rischio è quello di veicolare un messaggio sbagliato, che porta a un ‘orientamento’ fuorviante verso i nostri giovani, a prescindere dalla richiesta del mercato del lavoro. Tanto più – aggiunge la dirigente Confartigianato – che l’artigianato oggi è profondamente cambiato, persino quello più tradizionale”.
L’altra “”nota dolente”” – continua – è la persistente difficoltà di reperimento del personale, che complessivamente riguarda il 45,5% delle assunzioni, raggiunge il 60,7% per gli operai specializzati, il 47,5% per le professioni tecniche, il 46,8% per le professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi e il 46,1% per professioni intellettuali, scientifiche e ad elevata specializzazione. Ci sono figure come artigiani ed operai specializzati in rifiniture in campo edilizio che toccano il 71%.




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