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Palazzo San Gervasio, incendio doloso in un opificio: 4 obblighi di dimora

2/08/2021



Nella mattinata odierna, a conclusione di indagini coordinate da questa Procura della Repubblica e condotte dai Carabinieri della Compagnia di Venosa, è stata data esecuzione all'ordinanza del Tribunale di Potenza che ha disposto la misura cautelare dell'obbligo di dimora di quattro soggetti tutti residenti nel comune di Orta Nova (FG), ritenuti responsabili di concorso in danneggiamento seguito da incendio aggravato.


Le persone attinte dal provvedimento sono: un 35enne di Montemilione e un 34enne, 21enne e un 23enne tutti e tre di Orta Nova.


Le misure sono state eseguite unitamente ad altrettante perquisizioni domiciliari, veicolari e personali.


Le indagini svolte avrebbero consentito di accertare, a livello di gravità indiziaria, che i quattro correi, il primo mandante ed i restanti tre esecutori materiali, la notte del 12 settembre 2020, in evidente collegamento con il pagamento di un debito di circa euro 28mila euro accumulato dal 35enne nei confronti del "Consorzio di Cooperativa O.P. del Mediterraneo”, avrebbero innescato un gravissimo incendio presso la sede dell’opificio di conferimento del pomodoro con sede a Palazzo San Gervasio alla contrada Piani, insediamento industriale ad uso pubblico, così da danneggiare e distruggere totalmente la struttura costituita da un capannone adibito a deposito, con annessi uffici ed arredi, nonché macchinari ivi contenuti, rendendo il tutto inservibile e cagionando un ingente danno patrimoniale superiore ad un milione di euro.


Tale risultato, raggiunto anche grazie alle sinergie fra questo ufficio ed i Carabinieri della


Compagnia di Venosa che dopo avere raccolto i primi indizi nell'immediatezza dell'evento delittuoso, avrebbero sviluppato fruttuosamente una ulteriore attività investigativa che avrebbe consentito di acquisire i gravi indizi di reità a carico degli odierni indagati anche individuando il presunto mandante del fatto delittuoso.


Per questi motivi il Gip di Potenza, ritenendola adeguata, ha applicato agli indagati la misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di residenza nonché l'obbligo di presentazione giornaliero alla Polizia Giudiziaria.


Tuttavia, la Procura, che aveva richiesto al Gip l'applicazione di misura cautelare più rigorosa in considerazione della gravità dei fatti e della personalità degli indagati, ha impugnato l'ordinanza proponendo appello al Tribunale del Riesame di Potenza.




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