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| Salerno: inaugurata la strada intitolata ai carabinieri Pezzuto e Arena |
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26/06/2021 |
|  “Senza la memoria il sacrificio dei servitori dello Stato non servirebbe a nulla”. Sono parole chiare di Tania Pisani, originaria di Francavilla e vedova del carabiniere Claudio Pezzuto, che ha commentato con noi quanto avvenuto ieri pomeriggio, quando, a Salerno, alla presenza dei familiari delle due vittime, del vicesindaco di Salerno, Mimmo De Maio, dell’arcivescovo di Salerno, Andrea Bellandi, del comandante provinciale Carabinieri di Salerno, Gianluca Trombetti e di altre autorità civili e militari della Provincia, si è tenuta la cerimonia per l’intitolazione di una strada a Fortunato Arena e Claudio Pezzuto, i due carabinieri barbaramente uccisi da due killer - poi condannati all’ergastolo - il 12 febbraio del 1992, rispettivamente, a soli 23 e 29 anni, durante un controllo a Faiano di Pontecagnano, in provincia di Salerno. La strada sarà adiacente la Caserma di via Mauri, sede del Comando Provinciale dell’Arma e che porta già il loro nome. Così come è intitolata a Claudio Pezzuto la caserma dei carabinieri di Francavilla in Sinni. La signora Tania, dal momento della disgrazia, si è impegnata come volontaria per portare la propria testimonianza nelle scuole ed ovunque ce ne sia bisogno. Tanto da essere stata nominata nel 2018 «Ambasciatrice di legalità scienze cultura ed arte in Italia e nel Mondo», dal preside dell’Università Popolare Nuova Scuola Medica Salernitana. A settembre verrà anche presentato un catalogo su Claudio Pezzuto che sarà composto da 29 pannelli, tanti quanti gli anni che aveva quando morì, e rappresenta una mostra itinerante che, quando finirà di girare tutta l’Italia, tornerà nella cosiddetta “sala dei ricordi”, dedicata a Pezzuto, nella caserma Lucania a Potenza. Al catalogo hanno contribuito vari editori, il generale Castello, il colonnello Trombetti, l’architetto Fasanino, l’avvocato Fasanino e il direttore dell’Eco di Basilicata Mario Lamboglia. Quest’ultimo, insieme con al signora Tania, era stato autore di un libro sul carabiniere assassinato (Quell'ultimo sguardo) il cui ricavato era stato tutto devoluto in beneficenza. “Di strada da fare per diffondere la cultura della legalità ce n’è ancora davvero tanta - sottolinea la vedova Pezzuto - dobbiamo arrivare a pensare che la morte di qualcuno come mio marito non si spieghi con l’obbligo di compiere il proprio dovere, ma venga, appunto, considerato come un sacrificio da parte di chi crede in qualcosa e si impegna affinché tutti possano avere un futuro migliore”. Pezzuto, che lasciò anche un figlio piccolo, Alessio, era della provincia di Lecce; Arena, invece, era di San Fillipo Mele (provincia di Messina), era sposato da appena sette mesi. Nel 1993, in occasione della festa dell’Arma, l’allora presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, ha consegnato alle vedove le medaglie d’oro al valore militare.
Gianfranco Aurilio Lasiritide.it (Foto Anteprima24.it) |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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