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La voce della Politica
| Agricoltura: chiesta maggiore trasparenza sull’utilizzo dei fondi comunitari |
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17/02/2017 | Le disposizioni della Corte di Giustizia europea rischiano di limitare la trasparenza sull’uso dei fondi comunitari. Interrogazione M5S per ripristinare la pubblicazione dei dati su risorse PAC destinate anche alle persone fisiche beneficiarie, onde evitare irregolarità di ogni genere
Chiedere maggiore trasparenza sulle disposizioni dettate dalla sentenza della Corte di Giustizia europea, circa la pubblicazione di informazioni sui beneficiari dei finanziamenti provenienti dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo di sviluppo regionale (FEASR). È questo l’obiettivo di una interrogazione parlamentare presentata dal Movimento 5 Stelle e indirizzata al Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina.
“Tali assetti – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – impongono la pubblicazione di dati personali relativi ad ogni beneficiario, senza distinzioni di criteri pertinenti, come i periodi durante i quali hanno percepito simili aiuti, la frequenza e l’entità”.
La Corte, inoltre, distingue il superamento dei limiti imposti dagli obblighi di pubblicità per le persone fisiche, secondo gli obiettivi della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che sanciscono, tra l’altro, il diritto della persona al rispetto della propria vita privata. Lo stesso principio, invece, non s’individua per quanto concerne le persone giuridiche, poiché la gravità della lesione del diritto alla protezione dei dati personali si presenta in maniera differente dalle persone fisiche.
“Riteniamo che sia democratico il principio secondo il quale i contribuenti hanno diritto ad essere correttamente informati sull’impiego delle finanze pubbliche – prosegue Giuseppe L’Abbate (M5S) – ma la sentenza della Corte interviene in un ambito, come quello agricolo, dove i beneficiari degli interventi sono anche persone fisiche: il rischio è quello di limitare la trasparenza sull’uso dei fondi comunitari a titolo PAC e conseguentemente di peggiorarne la gestione finanziaria, spesso accusata di irregolarità e anomalie di ogni genere”.
Per questo, il deputato pugliese chiede al Governo se ritenga opportuno che, contrariamente a quanto avviene per le persone giuridiche, non sia possibile valutare l’utilizzo delle risorse anche per le persone fisiche beneficiarie degli aiuti a titolo PAC e quali azioni intenda intraprendere affinché, nel rispetto di determinati criteri (come i periodi durante i quali si sono percepiti i sostegni economici), sia ripristinato l’obbligo di pubblicazione dei dati relativi ai beneficiari.
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