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A Rivello si è svolto il convegno 'Storie di Doping, Storie di Sport'

22/10/2018

Sabato 20 Ottobre, a Rivello, presso la Sala dell’ultima cena del Monastero di Sant’Antonio, si è svolto il convegno “Storie di Doping, Storie di Sport”, promosso dal circolo locale Acli, in collaborazione con la FAND, Associazione Italiana Diabetici “Tre Valli”, con il patrocinio del Comune di Rivello, del Comitato Regionale CONI Basilicata e della Federazione Italiana Baseball e Softball FIBS.
Un evento che ha voluto informare e formare i presenti sul doping, dei suoi aspetti, di come facilmente ed a volte senza saperlo, si può cadere in errore. Attraverso il racconto degli intervenuti, delle loro esperienze storie, di prevenzione e lotta al fenomeno, e di chi per anni ha gareggiato ad alti livelli.
Apre i lavori il Presidente del locale circolo Gustavo Savino “Crediamo che lo sport sia un esperienza educativa che incide sulla formazione della persona, dei ragazzi, sulle relazioni, sulla spiritualità. Ovviamente lo sport è sacrificio, ed a volte trovare scorciatoie, può essere dannoso e soprattutto pericoloso, se autodidatta e fuori controllo”.
Presente anche la Federazione dei Medici Sportivi di Basilicata, con il segretario Dott. Laurita, ed il Dott. Vincenzo Di Nubila, che nell’occasione ha introdotto l’argomento e moderato gli interventi. “ Il doping è una piaga, purtroppo diffusa, oggi la situazione è seria. L’incontro ha voluto sensibilizzare il problema ed evidenziare la pericolosità”.
L’avvocato Mario Pironti, del foro di Salerno, storico dello sport, ha tenuto un excursus storico e sociale sulla nascita del doping e sulle ragioni che inducono ad assumere farmaci non consentiti riguardo un fenomeno a cavallo tra problema etico, medico, giuridico e pedagogico. Una casistica di fatti noti ed acclarati e di vicende dubbie ed irrisolte. Un panorama sui rilievi giuridici che emergono in campo civilistico e penalistico e sull’attuale legislazione in materia.
Di seguito il Delegato del Comitato Regionale FIBS Campania/Basilicata, giocatore di Baseball, ha raccontato la sua lunga esperienza sportiva. Dalle serie minori, alla serie A, i suoi record di Strike Out (21 in una partita). Di come il doping è presente anche negli sport minori ed a livelli amatoriali. Di come qualsiasi azione, non solo l’uso di medicinali, fatta per vincere a tutti i costi, è una frode alla sportività ed all’etica dell’atleta.” Ragazzi, dopandovi, commettendo scorrettezze, frodate ed imbrogliate voi stessi!”
Il Dott. Gustavo Savino, ringrazia innanzitutto il circolo ACLI che con coraggio ha voluto affrontare la tematica del doping, a volte queste iniziative sono deserte, in quanto si pensa che il fenomeno non esiste e quindi di scarso interesse.
Il Dott. Gustavo Savino (omonimo del presidente ACLI), originario di Rivello, è Medico Dello Sport, medico sociale di alcune squadre di pallavolo femminile tra cui la “Liu-jo” Modena, e calcio tra cui il Modena.
Componente della commissione ministeriale di vigilanza e controllo sul doping del Ministero della Salute.
Autore del libro “Storie di Doping”, in collaborazione con Raffaele Candini e la Prefazione di Alessandro Donati, storico allenatore di Pietro Mennea.
Nel Suo intervento ha illustrato l’esperienza come centro antidoping regionale dell’Emilia Romagna, attraverso numerosi progetti su scala regionale e nazionale per la prevenzione e la lotta al doping.
Dalle ricerche, all’istituzione di un numero verde ed un sito internet dedicato soprattutto per gli atleti amatoriali. Di come il fenomeno è dilagante e solo eventi come questo e la formazione dei medici può diminuire i numeri chi fa uso di sostanze dopanti.
La collaborazione con l’associazione Libera di Don Ciotti, e la partecipazione ai controlli dei Carabinieri del NAS e, con l’avvento di internet, la polizia postale che riesce con ottimi risultati a bloccare l’importazione di farmaci comprati on line senza alcuna prescrizione, pericolosi nel fai da te.
L’acquisto di farmaci o integratori fatto con molta superficialità, non conoscendo i prodotti al loro interno, può essere un doping nascosto e , secondo statistiche è purtroppo aumentato il numero di chi ne fa uso.
Doparsi oltre ad essere un illecito sportivo è oggi anche un illecito penale, e da competenza di controllo alle Regioni. Ogni regione può istituire un centro antidoping, in Italia, oggi, funzionanti sono solo due,
Il centro dell’Emilia Romagna si propone soprattutto nell’informare e formare, propone incontri nelle scuole, con giovani atleti, squadre ed atleti amatoriali, per diffondere la tematica. L’ultimo progetto con un istituto alberghiero, per cercare di realizzare un ricettario che possa sostituire l’uso di integratori alimentari.
“Vorremmo condividere il materiale che produciamo anche a livello nazionale, ma soprattutto cercare di parlare sempre di più del fenomeno. La prevenzione del doping è entrata nel diritto, è un fatto sanitario, considero il doping una reale emergenza sanitaria, è giusto che se ne parli e se ne parli in maniera adeguata. Bisogna far riflettere, far ragionare anche con l’intervento di chi lo sport lo ha praticato, come Giuseppe Mele. Senza dimenticare la storia come ha spiegato Mario Pironti. Bisogna formare i medici, gli atleti, gli operatori sanitari, siamo disponibili in questo. Ringrazio i medici presenti , Dott. Di Nubila, Laurita, che hanno voluto approfondire l’argomento”



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