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| Karate, concluso il primo Shōchū Geiko JKA Basilicata |
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8/07/2026
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| Si è concluso il primo Shōchū Geiko JKA Basilicata, evento dedicato alla pratica intensiva del Karate-dō organizzato dal M° Vito Domenico Cirone, 4° Dan Internazionale JKA, del Kokuryū Dōjō – Gruppo Full Sport ASD, nell’ambito delle attività promosse dal Direttivo JKA WF Basilicata, presieduto dal M° Donato Fabbrizio.
La manifestazione ha rappresentato un momento di approfondimento tecnico e di confronto tra praticanti di diverse età ed esperienze, riuniti nel segno dei valori fondamentali del Karate: disciplina, rispetto e crescita personale.
Il M° Donato Fabbrizio ha guidato il lavoro dedicato alle cinture marroni e nere, concentrandosi sul principio dell’Ishiryo, inteso come capacità di “pensare senza pensare nell’azione”, e sull’importanza di una tecnica costruita attraverso la pratica costante e la consapevolezza del gesto.
Il M° Domenico Lacerenza ha invece approfondito il lavoro sul kihon, con particolare attenzione all’utilizzo dell’anca e alle diverse interpretazioni del primo kata, offrendo ai partecipanti spunti di approfondimento tecnico e metodologico.
L’incontro ha visto la partecipazione di numerosi allievi, maestri e istruttori che hanno condiviso il tatami in un clima di collaborazione e passione per il Karate-dō. A contribuire alla riuscita dell’iniziativa anche gli ospiti M° Enzo Bloise (3° Dan CSEN), Pietro Celano e Mirko Nigro (cinture nere 1° Dan), oltre all’Agriturismo e Sala Ricevimenti “Il Sigillo” per l’ospitalità e alla Dott.ssa Guida per il supporto sanitario garantito durante la manifestazione.
Il Direttivo JKA Basilicata ha espresso soddisfazione per la riuscita dell’evento, sottolineando come il primo Shōchū Geiko abbia rappresentato non solo un’occasione di allenamento, ma anche un momento di incontro e condivisione capace di rafforzare la comunità del Karate JKA in Basilicata. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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