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| Serie D: il Francavilla riparte da Lazic |
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29/06/2026
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| Nell’attesa dei primi annunci di mercato, il Francavilla riparte da Ranko Lazic che sarà l’allenatore anche nella prossima stagione.
Tornato in panchina nell’ultima d’andata, quando i rossoblu arrancavano nei bassi fondi della classifica con appena 15 punti, il tecnico serbo ha saputo risollevare le sorti della squadra e, con 28 punti, è riuscito a salire a quota 43 ed a raggiungere l’ennesima salvezza in Serie D.
La società gli chiederà lo stesso obiettivo ma attraverso un’annata più tranquilla, senza i patemi delle ultime due stagioni condizionate da altrettanti giorni d’andata letteralmente disastrosi.
Due anni fa, dopo il ritorno in quarta serie successivo all’anno in Eccellenza, mister Nolè ottenne la permanenza diretta nonostante appena 14 punti al giro di boa, facendone 27 al ritorno. Un andamento simile a quello dell’anno scorso, con Lazic subentrato però a dicembre dopo il doppio esonero di Zangla, prima, e Iannini, poi.
Tuttavia, l’anno scorso verrà ricordato anche per lo storico exploit in Coppa Italia con l’eliminazione in semifinale contro l’Ancona, per un gol subito al Fittipaldi ad una manciata di secondi dal 90’.
Nello scorso torneo la salvezza era arrivata all’ultimo turno: i sinnici avevano tagliato il traguardo grazie ad un grande finale di stagione, con 6 risultati utili di fila e con tre vittorie nelle ultime 4 giornate che gli hanno permesso di toccare, appunto, quota 43 in classifica e di chiudere all’undicesimo posto. Per migliorare il rendimento, il Francavilla dovrà cercare di fare di più tra le mura amiche. Basti pensare come, nel girone di ritorno dell’ultimo campionato, davanti ai propri tifosi, i rossoblu abbiano battuto solamente Pompei, Acerrana e, nell’ultima, l’Afragolese. Un ruolino di marcia che dovrà necessariamente essere invertito: le ultime due salvezze dirette dei lucani sono arrivate in seguito ad altrettanti miracoli sportivi, difficile avvenga anche il terzo.
Gianfranco Aurilio
Lasiritide.it |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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