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| Giro d’Italia in Basilicata: da Praia a Mare a Potenza tra Pollino, Viggiano e arrivo in salita nel capoluogo |
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12/05/2026
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| Domani il Giro d’Italia farà tappa in Basilicata con la frazione Praia a Mare–Potenza, una delle più attese e impegnative di questa prima parte di corsa. Il percorso attraverserà inizialmente i comuni e i territori dell’area sud lucana, passando dal centro cittadino di Francavilla in Sinni e offrendo scenari suggestivi del Parco del Pollino e dell’invaso di Montecotugno a Senise, prima di entrare nel vivo della competizione.
La corsa si accenderà con la salita verso la Montagna Grande di Viggiano, a quota 1405 metri, uno dei punti chiave della tappa: 6,6 km con pendenze che arrivano fino al 15%, la salita più dura delle prime giornate del Giro. Da lì i corridori raggiungeranno anche la Sellata, a 1370 metri, entrando nel comprensorio sciistico di Pierfaone, un passaggio che potrebbe risultare decisivo per la selezione del gruppo.
Si tratta di una frazione favorevole alle fughe e agli attaccanti, dove resistenza e gestione dello sforzo faranno la differenza. Dopo la lunga fase in quota, la corsa scenderà progressivamente verso Potenza, con un finale tutt’altro che scontato.
Gli ultimi chilometri saranno caratterizzati da una salita verso il centro cittadino del capoluogo lucano, seguita da una discesa tecnica che porterà all’ultimo chilometro. Qui il percorso torna a salire leggermente (2–5%) fino al traguardo, con un rettilineo finale di circa 700 metri in asfalto largo 7 metri, ancora in leggera ascesa: uno scenario che promette battaglia fino all’ultimo metro.
Intanto oggi, nella tappa di Cosenza, si è imposto Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates-XRG), mentre Giulio Ciccone (Lidl-Trek) ha conquistato la Maglia Rosa. Un risultato storico che porterà un corridore italiano a sfilare in rosa sulle strade lucane, aggiungendo ulteriore entusiasmo a una tappa già attesissima.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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