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| Vincitori di concorso, ma ancora precari: 321 lavoratori del Ministero della Cultura chiedono stabilizzazione |
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24/09/2026 | Hanno superato un concorso pubblico nazionale, sono stati assunti dal Ministero della Cultura, hanno lavorato per tre anni negli istituti culturali del Mezzogiorno e hanno contribuito quotidianamente a garantire servizi, aperture e attività. Eppure, nonostante siano vincitori di una procedura selettiva pubblica, 321 lavoratrici e lavoratori restano ancora fuori dai percorsi di stabilizzazione.
È questa la situazione denunciata dal Comitato MiC – Concorso 1956, che riunisce i funzionari e gli assistenti assunti nell'ambito della procedura selettiva pubblica per il reclutamento di personale non dirigenziale a tempo determinato e a tempo parziale, prevista dall'art. 50-ter del D.L. 73/2021 e dai successivi provvedimenti di proroga.
Si tratta di lavoratrici e lavoratori impiegati principalmente negli istituti del Ministero della Cultura del Mezzogiorno, tra Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, chiamati a operare in musei, parchi archeologici, soprintendenze e altri luoghi della cultura.
Il loro rapporto di lavoro, rinnovato nel tempo, arriverà ufficialmente alla conclusione nel novembre 2026. Per il Comitato, arrivare a quella scadenza senza una soluzione significherebbe disperdere competenze, professionalità ed esperienza maturate all'interno dell'amministrazione.
Lo Stato ha investito risorse nella selezione, nell'inserimento e nella formazione di queste professionalità. In questi anni i lavoratori hanno acquisito una conoscenza diretta degli istituti nei quali prestano servizio, delle procedure amministrative e delle specifiche esigenze dei territori.
La loro eventuale uscita dall'amministrazione, proprio dopo questo percorso, rappresenterebbe secondo il Comitato una perdita non soltanto occupazionale, ma anche organizzativa e professionale.
«Non siamo precari in cerca di una sanatoria, abbiamo vinto un concorso pubblico», sottolineano i lavoratori.
Tra i punti sollevati dal Comitato vi è anche il diverso trattamento riservato a lavoratori provenienti da procedure analoghe presso il Ministero della Giustizia, dove sono stati previsti percorsi di stabilizzazione.
Secondo i lavoratori del Ministero della Cultura, questa differenza di trattamento pone una questione di equità che deve essere affrontata dalle istituzioni.
«A parità di concorso e di esperienza maturata nella pubblica amministrazione – denunciano – non comprendiamo perché debbano esistere percorsi così differenti tra amministrazioni dello stesso Stato».
Un ulteriore elemento riguarda la natura del rapporto di lavoro. I 321 lavoratori sono stati assunti con un contratto part-time di 18 ore settimanali, ma, secondo quanto denunciato dal Comitato, si sono trovati frequentemente a gestire carichi di lavoro e responsabilità superiori rispetto all'orario contrattuale.
Per garantire la continuità dei servizi sono state richieste autorizzazioni per ore aggiuntive, soprattutto in periodi caratterizzati da una maggiore affluenza di visitatori e da un fitto calendario di iniziative culturali.
La loro presenza ha contribuito a garantire l'apertura e il funzionamento di musei, parchi archeologici e altri luoghi della cultura, in particolare in territori nei quali gli organici risultano già fortemente sotto pressione.
Il rischio denunciato è dunque quello di perdere, alla scadenza dei contratti, persone che hanno acquisito competenze specifiche e che oggi costituiscono una parte concreta della capacità operativa degli istituti nei quali lavorano.
A rendere ancora più urgente la situazione, secondo il Comitato, è stata la mancata approvazione dell'emendamento finalizzato alla stabilizzazione dei vincitori di concorso nell'ambito del Decreto PA.
«Abbiamo assistito all'ennesimo rinvio di una soluzione che riteniamo necessaria e possibile», dichiarano i lavoratori. «Non chiediamo una sanatoria e non chiediamo di aggirare le regole: chiediamo che venga valorizzato un percorso di reclutamento già avvenuto attraverso un concorso pubblico e che venga riconosciuto il lavoro svolto in questi anni».
Il Comitato chiede pertanto al Governo e al Ministero della Cultura di individuare nel primo provvedimento utile una soluzione per la stabilizzazione dei 321 lavoratori, evitando che alla scadenza dei contratti si disperda un patrimonio professionale costruito all'interno dell'amministrazione.
Di fronte all'assenza di una soluzione, il Comitato MiC – Concorso 1956 annuncia l'avvio di uno stato di mobilitazione permanente e l'attivazione di ogni iniziativa ritenuta utile per portare la questione all'attenzione delle istituzioni, del Parlamento, delle organizzazioni sindacali e dell'opinione pubblica.
«Abbiamo superato un concorso pubblico. Abbiamo lavorato nei musei, nei parchi archeologici e nelle soprintendenze. Abbiamo garantito servizi e aperture in territori che hanno bisogno di personale e professionalità. Ora chiediamo che questo lavoro venga riconosciuto e che le istituzioni si assumano la responsabilità di trovare una soluzione». |
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NEWS BREVI
| 1/12/2021 - Ultimo lotto Bradanica, domani alle 11.30 l’apertura al traffico | Come annunciato nei giorni scorsi verrà aperto domani, 2 dicembre, l’ultimo lotto “La Martella” della strada Statale “Bradanica”.
L’apertura al traffico è in programma alle ore 11.30 al km 135 lato La Martella.
Sarà presente l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Donatella Merra. | |
| | 28/11/2021 - Poste Italiane: estesi orari apertura di tre uffici postali lucani | Poste Italiane comunica che a partire lunedì 29 novembre, gli Uffici Postali di Matera 5, Melfi e Moliterno saranno interessati da un potenziamento degli orari di apertura al pubblico.
In particolare, gli uffici postali di Melfi e Moliterno (PZ) saranno aperti dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:20 – 19:05, il sabato dalle ore 8:20 alle 12:35. Matera 5 osserverà l’orario di apertura su 6 giorni lavorativi. Lun/ven 08:20 – 13:45, sabato 08:20 – 12:45.
Questi interventi confermano la vicinanza di Poste Italiane al territorio e alle sue comunità e la volontà di continuare a garantire un sostegno concreto all’intero territorio nazionale. Anche durante la pandemia, infatti, Poste Italiane ha assicurato con continuità l’erogazione dei servizi essenziali per andare incontro alle esigenze della clientela, tutelando sempre la salute dei propri lavoratori e dei cittadini.
L’Azienda coglie l’occasione per rinnovare l’invito ai cittadini a recarsi negli Uffici Postali nel rispetto delle norme sanitarie e di distanziamento vigenti, utilizzando, quando possibile, gli oltre 8.000 ATM Postamat disponibili su tutto il territorio nazionale e i canali di accesso da remoto ai servizi come le App “Ufficio Postale”, “BancoPosta”, “Postepay” e il sito www.poste.it.
| | 15/11/2021 - Obbligo di catene o pneumatici da neve | E’ stata emessa questa mattina e trasmessa alla Prefettura ed a tutte le Forze dell’ordine, l’ordinanza firmata dal Dirigente dell’Ufficio Viabilità e Trasporti della Provincia, l’ing. Antonio Mancusi, con la quale si fa obbligo:“A tutti i conducenti di veicoli a motore, che dal 01 Dicembre 2021 fino al 31 Marzo 2022 transitano sulla rete viaria di competenza di questa Provincia di Potenza, di essere muniti di pneumatici invernali (da neve) conformi alle disposizioni della direttiva comunitaria 92/33 CEE recepita dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 30/03/1994 e s.m.i. o a quelle dei Regolamenti in materia, ovvero di avere a bordo catene o altri mezzi antisdrucciolevoli omologati ed idonei ad essere prontamente utilizzati, ove necessario, sui veicoli sopraindicati.
Tale obbligo ha validità, anche al di fuori del pericolo previsto in concomitanza al verificarsi di precipitazioni nevose o formazione di ghiaccio”. |
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