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Case di Comunità, Flovilla: ''Serve integrazione col privato sarà un occasione persa''

9/05/2026

“Le aspettative che si stanno creando anche in Basilicata attorno alle Case della Comunità rischiano di trasformarsi in una profonda delusione per i cittadini, non solo per i ritardi accumulati, ma soprattutto se continueranno ad essere alimentate da annunci politici spesso approssimativi e scollegati dalla reale capacità del sistema sanitario di garantire servizi, cure e prevenzione”. È quanto sostiene Antonio Flovilla, coordinatore di Federbiologi Basilicata, intervenendo sul tema del riordino della sanità territoriale.

“Pensare di risolvere il problema delle liste di attesa o di avvicinare automaticamente i cittadini ai servizi sanitari soltanto attraverso la realizzazione di 19 Case della Comunità sul territorio regionale è illusorio”, afferma Flovilla. “Le strutture, da sole, non bastano. Occorre programmare fin da ora il personale medico, infermieristico e tecnico necessario, oltre alle dotazioni diagnostiche e strumentali indispensabili per renderle realmente operative ed efficienti”.

Secondo il coordinatore di Federbiologi Basilicata, il nodo centrale resta soprattutto quello dell’integrazione tra sanità pubblica e rete privata accreditata, tema sul quale “manca ancora una visione concreta e organizzativa”. Flovilla evidenzia come nessuno abbia ancora chiarito quale sarà il rapporto tra le Case della Comunità, le strutture specialistiche convenzionate – laboratori di analisi, poliambulatori e centri specialistici accreditati – e la rete specialistica interna del Servizio sanitario nazionale.

“Se la missione principale delle Case della Comunità è quella di ridurre le attese, prendere in carico i pazienti cronici e governare in modo più efficiente la domanda di prestazioni specialistiche, allora è indispensabile costruire un modello di integrazione pubblico-privato serio, stabile e funzionale”, sottolinea Flovilla. “La stessa normativa nazionale prevede che le aziende sanitarie territoriali coordinino i servizi raccordandosi anche con la rete delle strutture specialistiche convenzionate, per garantire prestazioni non direttamente disponibili all’interno delle Case della Comunità”.

Per Federbiologi Basilicata, invece, continua a prevalere un’impostazione che tende a marginalizzare il contributo della specialistica ambulatoriale convenzionata, nonostante questa rappresenti oggi uno dei principali strumenti di tenuta del sistema sanitario regionale.

“Ancora una volta – prosegue Flovilla – si pensa di poter fare a meno della rete delle strutture accreditate che, quotidianamente, garantisce servizi ai cittadini senza liste di attesa e con elevati standard professionali, mentre esiste una realtà di strutture accreditate e convenzionate che è imprescindibile per la sanità lucana.

Flovilla richiama quindi la necessità di superare una contrapposizione ideologica tra pubblico e privato accreditato, puntando invece su una reale integrazione organizzativa. “La Casa della Comunità non sostituisce la rete specialistica territoriale, ma deve coordinarla e valorizzarla. Solo così si può costruire una sanità di prossimità capace di rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini, ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso e assicurare percorsi di cura rapidi ed efficaci”.



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